martedì 16 luglio 2013

Hugh Laurie e la Copper Bottom Band si sono esibiti a Bologna, unica data italiana del tour




Se dico Hugh Laurie, la mente corre al Dr. House, il telefilm che gli ha dato notorietà grazie all’interpretazione di Gregory House, il medico irascibile e folle della serie Fox, quasi crudele anche con gli amici, assolutamente unico nel diagnosticare le malattie più gravi ed imprevedibili.

Laurie però ha una carriera di tutto rispetto, ha iniziato recitando con Emma Thompson e Stephen Fry, e nel cinema ha lavorato con registi come Kenneth Branagh ed Ang Lee e si è aggiudicato premi come il Golden Globe nel 2006 e nel 2007, quando la regina Elisabetta l'ha decorato (Obe).

Ma il nostro Dr. House, divide la passione per la recitazione con quella per la regia, la scrittura, soprattutto di thriller politici e la musica. Ed è per quest’ultima che in questi giorni si parla di lui.

Dopo essersi esibito a Parigi e Zurigo infatti, Hugh Laurie ha fatto tappa al Teatro Manzoni di Bologna con la sua Copper Bottom Band, per l'unica data italiana del tour del suo secondo disco, ‘Didn't It Rain’.

Il primo album ‘Let Them Talk’ risale al 2011, mentre è di quest’anno questo secondo lavoro, che raccoglie grandi classici, un po' più di Jazz, R&B, perfino atmosfere Tango.

Con lui, anche la guatemalteca Gaby Moreno, Jean McClain e, nel disco, anche il grande Taj Mahal, assente però a Bologna. Nella band, Jay Bellerose è alla batteria, David Piltch al contrabbasso, Greg Leisz e Kevin Breit si scambiano la chitarra, ai fiati, Vincent Henry e Robby Marshall, al trombone 'made in New Orleans' Elizabeth Lea, poi Patrick Warren e Larry Goldings alle tastiere.

'Ho deciso di guardare avanti, più in profondità, nella foresta della musica americana che mi ha incantato fin da quando ero un ragazzino', spiega Laurie 'E più vado in profondità, più  sono stregato dai canti e dalle persone con cui ho avuto la fortuna di suonare'.

A Bologna è stato non solo un bravo cantante e musicista, ma anche un intrattenitore, salutando in italiano con un 'buona sera' e 'va bene', confessando di aver così finito il suo dizionario nella nostra lingua, e scherzando col pubblico, giocando con la lingua italiana, sul suo essere attore, sui drink che si è fatto portare in scena, sulla musica.

La risposta non è mancata. Gli spettatori per le due ore di concerto si sono fatti coinvolgere ed hanno cantato e risposto alle incitazioni.

Il tour prosegue il 18 luglio ad Arles (Francia), il 20 a Peer (Belgio), il 23 a Konzerthaus di Vienna, il 24 a Krizanke-Lubiana (Slovenia), per concludersi il 27 Congress Centre di Praga.