martedì 1 ottobre 2013

'A Capotavola', un libro che è un piacevole viaggio, tra storia ed enogastronomia




Dalla stazza si poteva intuire: a Winston Churchill i piaceri della tavola non erano certo ignoti, con aggiunta più che probabile di attacchi di gotta, come ad ogni inglese di rango che si rispetti. 

Ma a confermarcelo ora arriva anche un libro 'A Capotavola', che rilegge la storia di molti personaggi famosi attraverso la lente delle loro passioni gastronomiche. Si scopre così che Sir Winston, più che di sigari e whisky, era un insospettabile appassionato di champagne.

Risalendo indietro nel tempo, ecco Robespierre che, malgrado misteriosamente associato alla tagliata, avrebbe in realtà fatto pazzie solo per un'arancia.

Immeritata anche l'accoppiata tra Bismark e le uova fitte. Il cancelliere prussiano divorava soprattutto fois gras, convinto dalla moglie che fosse un vero toccasana.

Goloso di dolci Alessandro Manzoni, a cui l'etica però imponeva di non far menzione di prelibatezze nei romanzi, mentre il bollito non poteva mancare sulla tavola di Herman Hesse, che tutti i martedì, ne consumava almeno un etto e mezzo.

Cuoco per diletto Puccini, soprattutto delle prede che si procurava col suo fucile, tratto che condivideva con l'appassionato di armi Ernest Hemigway.

Tanti, però, i buongustai storici senza abilità culinarie: da Agatha Christie, persa sui sughi di cottura, a Oscar Wilde, grande conoscitore di vini. Secondo lui, dopo un buon pranzo si può perdonare tutto, anche i parenti!

'A capotavola' è una piccola enciclopedia illustrata, un'interpretazione personale dei due autori che attraversano la storia della cucina ed insieme, il mutamento del gusto e del costume, non solo alimentare, attraverso il tempo. 


'A Capotavola' di Laura Grandi e Stefano Tettamanti
Ed. Mondadori - Scrittori italiani e stranieri
250 pp - 17.50 euro