Milano Fashion Week si conclude tra sport, etnico e romantico e passa il testimone a Parigi

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Al termine di questi 6 giorni di Milano Fashion Week, è più che mai difficile tracciare delle linee guida su come vestiremo la prossima stagione.



Diciamo che quest’anno, i filoni proposti sono stati principalmente due: il trekking urbano e la principessa contemporanea.



Lo sportswear diventa il nuovo glamour e si propone in passerella con parka da sera, bomber di seta, zeppe con i lacci da trekking e le corde come collane.

Per la prossima estate, la praticità delle forme e dei tessuti si unisce al massimalismo del decoro. 
Per quello che riguarda i capispalla, il cappottino e il soprabito verranno sorpassati da parka e dal bomber. In tecnologico nylon o in preziosa seta, i capi tecnici si porteranno da mattina a sera e si arricchiranno di ricami e applicazioni. 
Un altro capo sportivo per eccellenza vivrà una seconda vita: la polo, che sfila in versione basic, allungata come un abito, ricamata come un abito da sera, resa seducente da lacci e scolli. 
Da interpretare in versione chic abbinandola alla longuette, che sembra la gonna più gettonata dell’estate 2017, o in versione più giovanile mettendola insieme ai bloomers e agli shorts, in semplice cotone o in versione elegante, doppiata in garza o ancora, con pantaloni aderenti come leggings o con le pinces a vita alta. 
Tra i ritorni, due capi che non si vedevano da tempo: il grembiule, in versione gonna o abito, minimale o iperdecorato, e lo chemisier, in maglia aderente o in languida seta. 
Presente su moltissime passerelle il caftano, legato a una vena etnica che ha punteggiato tante delle collezioni. Corto o lungo, originale o rivisitato, spesso accoppiato ad altri capi dal sapore folk come il poncho o la mantella. 
La voglia di evasione ispira anche i decori, con frange che punteggiano abiti e accessori, nappine che decorano scolli e calzature, ricami tribali e motivi etnici. 
L’altro filone predominante è stato quello romantico, tutto rouches e balze, corpetti e pizzi, ricami e colori pastello, ma sempre sdrammatizzato da tocchi maschili o dettagli eccentrici. 
Così si chiude la settimana della moda milanese è da oggi si apre ufficialmente la Paris Fashion Week.
Tra i nomi in calendario oggi spiccano Paule Ka, Olivier Theyskens e Jacquemus, oltre naturalmente a Saint Laurent, con l’atteso debutto di Anthony Vaccarello come direttore creativo e che, in vista del fashion show, sta pubblicando la campagna teaser, scattata da Inez and Vinoodh con la modella Anja Rubik.
Domani è la volta di Bouchra Jarrar da Lanvin, ma anche di Rihanna, che sceglie la capitale francese per presentare la collezione Fenty per Puma e di Courrèges, Maison Margiela, Dries Van Noten, Guy Laroche, Rochas, Lemaire e Vionnet.
Ad aprire la giornata del 29 settembre è Chloé, seguito da Carven, Manish Arora, Ann Demeulemeester, Paco Rabanne, Balmain, Barbara Bui e Isabel Marant.
Il 30 settembre si alternano in pedana Loewe, Issey Miyake, Chalayan, Christian Wijinants, Undercover, Emanuel Ungaro e Yohji Yamamoto, ma l’attenzione sarà concentrata su Dior, e sul nuovo direttore creativo Maria Grazia Chiuri, preceduto dall’hashtag #TheWomenBehindMyDress.
Il primo ottobre i brand da tenere d’occhio sono Junya Watanabe, Mugler, Vivienne Westwood, Comme des Garçons e Nina Ricci, mentre il 2 Balenciaga secondo Demna Gvasalia, Céline, John Galliano, Givenchy., ma soprattutto Pierpaolo Piccioli che firma la sua prima collezione in solitaria per Valentino. 
Il 3 ottobre è la volta di Stella McCartney, Sacai, Hermès e Alexander McQueen, ma anche di due griffe italiane, Giambattista Valli ed Emporio Armani, che abbandona Milano per la capitale francese, in occasione del lancio del new concept della boutique e dell’Armani Caffè di Saint-Germain. 
Il 4 si comincia con Chanel e si finisce con Kenzo e il 5 ottobre, giornata conclusiva, con Louis Vuitton, Yde, Moncler Gamme Rouge, Moon Young Hee e Miu Miu.

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