martedì 4 novembre 2014

Tra conferme e nuove stelle, la Guida Michelin compie 60 anni






La cucina italiana è donna: lo rivela la nuova Guida Michelin 2015, in uscita domani, che premia con la sua celebre stella 47 donne chef che lavorano in Italia su un totale di 110 'stellate' in tutto il mondo.



L'edizione 2015, festeggia i 60 anni. La prima guida infatti, risale al 1956, come un utile strumento per chi viaggia per lavoro e per turismo.

Questa filosofia viene mantenuta tutt’oggi, ma mentre nei primi anni l’esigenza del lettore era quella di sapere la presenza della luce e dell'acqua, oggi l’indicazione è se c’è la Spa e wi-fi. Così la Guida Michelin è cambiata con l’Italia.


In occasione di questo importante compleanno, la Guida rossa si è fatta un regalo: un’appper iOS e Android, fruibile dal 7 novembre, che permetterà di interagire e diventare quindi ‘social’.

L'applicazione infatti, conterrà tutti i riferimenti e le recensioni dei ristoranti segnalati nel 2015, e permetterà agli utenti di lasciare commenti personali, caricare foto della propria cena e condividere sui social network le proprie esperienze.

Ma veniamo alle stelle. Al vertice sostanzialmente nessuna novità. Si confermano infatti, gli 8 ristoranti a tre stelle del 2014, che mantengono anche nel 2015 il più alto riconoscimento critico.

Due i ristoranti che guadagnano due stelle, mentre sono 27 i nuovi ristoranti che si guadagnano una stella. In totale sono 332 i locali stellati.

Le novità dell'anno testimoniano il rinnovamento della tradizione culinaria nostrana, con 11 chef under 35 premiati da Michelin. 

Fra le regioni più premiate dalla Guida si conferma al primo posto la Lombardia, con 58 ristoranti (2 tre stelle, 6 due stelle, 50 stelle). Segue il Piemonte con 39 ristoranti segnalati, ma spiccano anche la Toscana e la Campania, che primeggiano per new entry. Roma e Napoli scalzano inoltre Bolzano dal posto di provincia con più ristoranti stellati (20 in totale per i due capoluoghi). 

Fra i bocciati della Guida 2015 'Il Rigoletto' di Reggiolo (già due stelle, ora escluso), 'Il Desco' di Verona e 'Il Pellicano' di Porto Ercole (da due a una stella), mentre altri 23 ristoranti perdono l'unica stella, 7 dei quali per cessata attività.

"Non possiamo fabbricare le stelle - ha detto a margine Michael Ellis, direttore internazionale delle Guide – ma l'Italia resta una delle destinazioni gastronomiche più dinamiche al mondo". 

Sei infine i "bib gourmand" di quest'anno, i simboletti assegnati a locali che propongono una cucina di qualità "low cost", a carattere tipicamente regionale, con un menu completo a 30 euro (35 nei capoluoghi e nelle località turistiche). 

L'elenco comprende la new entry Il Giardino di Iti a Rossano e le conferme il Convito a Sangineto Lido, la Taverna Kerkira a Bagnara, la Vecchia Hosteria a Siderno, Frammiche' a Mesiano a Filandari e Il Normanno a Mileto













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