giovedì 26 gennaio 2017

Milano celebra con una mostra il design spagnolo Manolo Blahnik





Milano da oggi ospita una mostra unica nel suo genere, Manolo Blahnik "The art of shoes", una retrospettiva del celebre design spagnolo, che la dedica alle donne milanesi 'che lo rendono orgoglioso'.

Blahnik, presente all'inaugurazione della mostra in un completo lilla e con una splendida parlantina italiana, con i suoi modi determinati, ma gentili, ha infatti ricordato piacevoli momenti nel capoluogo lombardo con due amiche purtroppo oggi assenti, Anna Piaggi e Carla Sozzani.

Quando si parla di Manolo Blahnik, non si parla solo di un design di calzature, ma di un uomo che ha fatto della sua passione, una professione che l'ha portato a diventare un vero e proprio artista.

Ogni donna vorrebbe una sua scarpa ai propri piedi. Tutte le fashion victim annoverano nella personale wishlist, un paio delle sue calzature, ma la fama internazionale è arrivata grazie ad un telefilm 'Sex and the city'.

Il suo amore però è il cinema, soprattutto quello europeo, che è poi anche la sua fonte di ispirazione più importante (arriva alla presentazione della mostra tenendo stretto a sé l'ultimo libro su Fellini).

Ha disegnato calzature per film come 'Marie Antoinette', per personaggi come Alessandro Magno o per attrici come Brigitte Bardot. Tra le sue muse ci sono donne importanti e amiche come Paloma Picasso, Marisa Berenson, Tina Chow o la sua icona, Silvana Mangano, 'la più bella di tutte', insieme a Claudia Cardinale, protagonista del suo film preferito, 'Il Gattopardo'.

Quello che lo ispira di una donna sono i movimenti, quelli del collo del corpo, che osserva per poi realizzare le sue creazioni, dalla prima realizzata nel 1971, passando per gli altri 35mila paia di modelli che ha disegnato in questi anni e che hanno rivoluzionato il senso del sandalo.

Insomma, ne è passato del tempo, da quando quel bambino, vedendo la mamma che disegnava un paio di scarpe, decise di farne un lavoro e, grazie al talento e al riconoscimento di Diana Vreeland, direttrice di Vogue negli anni Settanta che lo aveva notarlo, oggi può vantarsi di essere un vero e proprio artista.

'Concentrati sulle estremità e disegna scarpe! Fai quello che ti fa felice. Non pensarle come scarpe, ma come capolavori'. Questo è il consiglio che la Vreeland gli diede e che fece suo. Le sue scarpe sono esagerate, piene di gioielli, di bijoux, un esercizio di creatività.

La sua inspirazione si nutre di tutto e lo si può notare in questa mostra, che oltre alle sue calzature,  racconta ed evoca la profonda influenza che l’arte e la cultura italiana hanno avuto, e hanno ancora oggi, sullo stilista. 

Anche la sede non è casuale. Palazzo Morando è, infatti, la sede deputata alla conservazione e alla valorizzazione del ricchissimo patrimonio di abiti e accessori antichi e moderni del Comune di Milano, un luogo che, di per sé, vale la visita.

Esaminando la mostra potremo quindi ammirare una selezione di 212 scarpe e 80 disegni, abbinati sapientemente a dipinti, sculture e vasi di ceramica, nelle splendide sale del palazzo.

La retrospettiva per i 46 anni di carriera di Manolo Blahnik, rimarrà aperta fino al 9 aprile, per poi approdare all'Hermitage di San Pietroburgo, a Praga, a Madrid e in Canada. 

Intanto lui non ha smesso di lavorare e guardare avanti. Dopo la collaborazione con Rihanna infatti, ora sta già lavorando alla collezione per l'estate 2018



Manolo Blahnik "The art of shoes"

curata da Cristina Carrillo de Albornoz
promossa da Comune di Milano
divisione Cultura e Direzione Musei Storici
prodotta e organizzata da Arthemisia Group 
in collaborazione con lo stesso Manolo Blahník.


26 febbraio - 9 aprile 2017

Palazzo Morando

Via Sant'Andrea 6 - Milano









































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