martedì 31 gennaio 2017

Taitù ritorna coi suoi 'Prati italiani', una collezione che dà forma alla bellezza, ai sogni, alle emozioni





Homi, il salone milanese dedicato agli stili di vita che si è appena concluso, è stato l’occasione per ammirare le nuove proposte di Taitù, un brand a me molto caro, che è in fase di rilancio.


L'azienda 50 anni fa rivoluzionò il mondo della tavola grazie alla passione di Emilio Bergamin, a cui oggi succede Marina Vago, con l’obiettivo di continuare il percorso fatto di bellezza, fantasia, libertà che ha caratterizzato il marchio, declinandolo secondo le esigenze del mercato contemporaneo.

La parte grafica rimane nelle mani di Silvia Cabassa, artista reggiana e designer della storica azienda milanese leader nel design delle porcellane, che da vent'anni guida il suo team, creando un lavoro basato su colore, creatività e amore per la natura.


Nasce così la nuova linea ‘Prati italiani’ una collezione particolarmente allegra e colorata, un vero inno alla natura, una serie di pezzi da proporre singolarmente o mixandoli tra di loro, sui quali appare una diversa visione dei prati.

Ecco quindi apparire un cielo animato da nubi sospinte dal vento, come se fossimo sdraiati su un prato, voli silenti di farfalle dalle ali arcobaleno, api, coccinelle curiose o,  guardando dall'alto, un prato fiorito dai mille colori, illuminato dal sole, e all’improvviso un papavero gigante diventa il protagonista.


Su ogni pezzo si conferma la mascotte di Taitù, un portafortuna, che siano farfalla, dialeurodi, api, coccinelle gialle e rosse che si posano tra i fili d’erba e si librano leggere tra sprazzi di cielo.

E per passare dalla teoria alla pratica, l'azienda ha organizzato una bellissima serata che ha visto ospite Fabio Pisani, chef due stelle Michelin che insieme ad Alessandro Negrini, gestisce la cucina di ‘Il Luogo di Aimo e Nadia’. 

Quella tra Taitù e l’alta cucina, in fondo, è una lunga storia d’amore, costellata da prestigiose collaborazioni con gli chef più importanti del mondo.

Fabio Pisani ha presentato alcune proposte della sua cucina, caratterizzata da piatti essenziali ed emozionanti, che esaltano l’eccellenza assoluta delle materie prime, piatti che vorrebbero trasmettere ai clienti i battiti del cuore che lo chef mette in ogni sua creazione. 

La serata è stata un viaggio tra le ricchezze della natura che parte dal sottosuolo e dalle profondità del mare. A fare da sfondo a triglie e calamaretti, infatti, troviamo i lampascioni: bulbi che nutrono il terreno e lo preparano per far sì che fioriscano prati, piante e fiori. 

Così, nell’incontro tra gli elementi della natura di Taitù e delle ricette proposte, si è realizzata la sinergia tra l’arte della cucina e l’arte della tavola, in una comunione per nulla casuale, da cui scaturisce la simbiosi perfetta tra la creatività artistica dell’azienda milanese e quella di un grande chef.


Fabio Pisani

Triglie e calamaretti su letto di camomilla

Dolci ortaggi: raviolo di rabarbaro














Nessun commento: