mercoledì 3 luglio 2019

Un viaggio nel cuore del Monferrato alla scoperta degli Infernot




Chiudo gli occhi e ancora mi scorrono davanti le immagini di dolci colline che, a seconda delle coltivazioni mutano di colore, filari di viti, bianchi borghi in pietra da cantone, pievi con affacci mozzafiato sulle colline, castelli medioevali e le persone conosciute in questo viaggio, piacevoli e cordiali come la loro terra. 

Oggi il Monferrato è diventato una meta turistica riconosciuta in tutto il mondo: un territorio ricco di storia, cultura, tradizione e, soprattutto, bellezza, così da essere in grado di accogliere il turista più consapevole, l’escursionista più attento all’ambiente, il viaggiatore desideroso di fare nuove esperienze, il cicloturista alla ricerca di percorsi di fascino, il gastronauta che vuole la riscoperta dei sapori locali.

Autunno, inverno, primavera ed estate: la bellezza di questo territorio, riesce a sorprendere i visitatori in ogni stagione dell’anno per la sua varietà di colori, luci, suoni ed atmosfere. La terra più castellata d’Europa, con le sue colline del Grignolino, vino di grande longevità e carattere simile a quelli del Pinot noir, del Fresia, il Barolo del Monferrato, e più recentemente del Timorasso, con la sua uva giallo-rosa, vi conquisterà il cuore.

Il percorso di cui vi parliamo qui però, affianca quella dei vini, e si concentra su un'altra particolarità di questo territorio: gli infernot. Imperdibile la visita a queste specule vinarie ipogee scavate per sottrazione nella pietra da cantone (gergalmente detta tufo). Sono 59 in tutto quelle censite ufficialmente e la loro visita diventa anche occasione per scoprire borghi, incantevoli, per lo più nella valle Ghenza e nel vignalese. 

Siamo nel sud-est del Piemonte, a un’ora di auto al centro del triangolo Torino, Milano e Genova, tutte e tre comodamente raggiungibili in autostrada, con Casale Monferrato sua capitale storica: un percorso affascinante, per la storia e per il paesaggio mozzafiato, alla scoperta di queste celle sotterranee, che nel 1800 sono stati letteralmente scavate nel tufo sotto terra delle abitazioni. 

Gli infernot nascono solcando il terreno e creando soluzioni dalle più semplici ed essenziali, come un’unica stanza a pianta rotonda o quadrata e semplicemente lo spazio sulle pareti per le bottiglie, a vere e proprie 'suites' sotterranee, con stanze collegate tra loro da stretti e tortuosi corridoi, con nicchie alle pareti, ognuna a forma di bottiglia, per contenerle appunto. Qualche volta la maestria degli artigiani realizzatori è stata tale da riuscire a estrarre dalla massa di pietra anche dei veri e propri tavoli per lo più posti al centro della stanza principale. Comunque la caratteristica comune di questi ambienti ipogei è il microclima adatto alla conservazione del vino. La loro costruzione richiedeva da due a tre anni e normalmente avveniva di inverno, quando i contadini non erano impegnati nei campi. Si trovano in parte in edifici pubblici, ma assai più spesso in abitazioni private che però aprono le loro porte in momenti dedicati. 

Partendo da Casale Monferrato, dopo avere percorso una spettacolare strada panoramica detta ‘della Mandoletta’, che attraversa la Valle Ghenza e si snoda tra vigneti, a un certo punto, sulla destra troverete due 'bricchi', in cima a ognuno dei quali vedrete il classico paese delle fiabe, col campanile della chiesa che svetta sugli altri edifici e il degradare delle case dal cucuzzolo verso le parti più laterali della collina: uno è Rosignano e l’altro Cella Monte. 

La particolarità di Cella Monte, recentemente entrato a far parte dei 'Borghi più belli d’Italia', è che il colore dominante, di muri, degli edifici, delle strade, è il bianco avorio, quel colore tipico della pietra da cantone, che conferisce un aspetto un po’ fuori dal tempo ed è particolarmente indicata per l’edilizia poiché mantiene il fresco d'estate e conserva il calore in inverno. 

Viene anche soprannominato il paese degli infernot, in quanto oggi ospita l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni (visitabile ogni domenica e negli altri giorni su prenotazione) e qui si può conoscerne la storia, le caratteristiche e naturalmente, visitarne uno e che si trova sulla via principale da cui poi impagabile è la passeggiata fino alla chiesetta di San Quirico, da cui si gode un panorama mozzafiato sul paese dirimpettaio e sull’arco collinare del Monferrato casalese e nel cui prato, attrezzato ad area pic nic, si potrà sostare per bere il buon barbera monferrino e gustare la muletta, salame tipico e fatto artigianalmente, in paese. 

In alternativa potrete fermarvi ‘Al 365’ un ristorante con selezionate proposte, ma eccellenti e rappresentative del territorio, da abbinare a vini di sceltissime aziende (ottimi la battuta di fassona al naturale e gli agnolotti al ragù di carne con una barbera dell’azienda Accornero) e se mangiate in terrazza potrete godere di una strepitosa vista sui vigneti. 

La dimora, un tempo il Castello di Cella Monte, o meglio l’antica Celle di Enrico V nel 1116, situata in cima alla collina del paese, è dal 1700 di proprietà degli Arditi, attualmente viene gestita dagli ultimi discendenti, cinque fratelli che hanno dato vita a Cinque Quinti, portando così avanti l’azienda famigliare con un tocco fresco e innovativo. La loro produzione di vini, partita col Barbera e proseguita con Monferrato DOC bianco e Roverò, si può acquistare e degustare, in bottiglia o al calice, insieme ad appetizers, nel bellissimo cortile del castello. Inoltre, se volete soggiornare nel centro del paese, gestiscono il B&B Dalla Nonna, quattro stanze con tutti i confort e vista sui vigneti sottostanti. 

Il borgo dirimpettaio a Cella Monte è Rosignano Monferrato, con il suo paesaggio ‘sali-scendi’ delle colline poste una accanto all’altra, a formare quasi una percezione di 'onde'. Vale la pena di arrivare alla chiesa parrocchiale bicroma in mattoni e tufo di San Vittore Martire e all'attigua chiesetta di Sant Antonio, risalente al XII secolo, col nucleo originario romanico e successivi rifacimenti, ma la chicca da scoprire sono i tanti e diversi punti panoramici di Rosignano. 

Proseguendo la nostra strada della Mandoletta, circa 4 km dopo si raggiunge un luogo fuori dal tempo, Moleto, sviluppatosi soprattutto da inizio settecento ma, pare, di antichissime origini saracene. E’ incastonato in un paesaggio mozzafiato tra collina e vigneti e con la particolarità di svilupparsi su un'unica strada, sulla quale affacciano cortili e stupende case patrizie in pietra da cantone. Qui davvero il tempo pare essersi fermato. Oggi vi sono in tutto una quindicina di abitanti e una passeggiata con la luce del sole al tramonto o sotto i bagliori della luna, credetemi, vi resterà indimenticabile! 

Se andate a Moleto non fermatevi in fondo alla via, ma proseguite nella piccola collinetta, una specie di duna ricoperta da prato, al fondo della quale spicca una chiesetta, sempre in tufo e da cui, coricati sul grande prato, l’affaccio sulle colline monferrine, a 360 gradi, è mozzafiato. Inoltre, nella parte alta del borgo c’è la chiesetta barocca di San Germano, sempre rigorosamente in tufo, che riporta iscrizioni un po’ strane come questa: ‘1571, il 21 aprile gallina nera fece Ovo bianco”, messaggi in codice e indizi per risalire ad una ipotetica mappa perduta. 

C’è infatti una leggenda che avvolge di un certo mistero Moleto: qui sarebbe sepolto l’oro dei saraceni. Sarà per questo o semplicemente perché il panorama che si gode è impareggiabile, che ogni sera una folla di giovani arrivano fin quassù. Il vigile del paese fa posteggiare le auto in basso, sapendo che arriveranno in tanti, a tutte le ore. 

Il locale più gettonato è il Bar chiuso, (chiamato così perchè essendo all'aperto, quando c'è brutto tempo è ovviamente chiuso) perfetto per un aperitivo guardando uno spettacolare tramonto o per un dopocena, ma poco prima, in una cascina di tufo con la corte, c’è il ristoro le Cave di Moleto, davvero suggestivo ideale per una cena completa rigorosamente da terminare con l'Oro dei Saraceni, un vino passito della casa. 

Un altro borgo imperdibile a un km da Moleto, è Olivola, il più piccolo comune della valle con pieve romanica di San Pietro e vista a 360 gradi su tutti i bricchi monferrini e piazzetta di pietra da cantone ove sostare per un bicchiere di vino. 

Sempre in zona trovate Sala Monferrato, la cui grande porta d’accesso del ricetto è ancora oggi visibile, difesa di una rocca fortificata che nel tempo ha assunto la forma di palazzo signorile in stile neogotico. Fin dal Cinquecento in centro paese, in prossimità della chiesa parrocchiale, era attivo il forno oggi restaurato e trasformato in archivio comunale. 

Nel punto più alto del paese sorge la chiesa di San Francesco e un oratorio quattrocentesco, sede della confraternita dei Disciplinati. Qui potrete ammirare una statua lignea della Madonna Addolorata e una tela restaurata di Orsola Caccia raffigurante la Madonna con Bambino con i Santi Antonio e Francesco. Nella cripta riposano le spoglie dei frati francescani, custodi nel tempo del luogo. A fianco della chiesa un piccolo e curioso infernot. 

Il borgo ha quest’anno inaugurato un nuovo format, la Colazione Monfererrina, una degustazione dolce e salata con prodotti tipici che meglio rappresentano il territorio. Un assaggio quindi alla già citata muletta, (salume delicato dal sapore leggermente speziato prodotto in questo angolo del Piemonte, in questo caso dal negozio di alimentari nella via Roma da Luca Sassone e dalla moglie Maria), al salame cotto, al bagnetto verde (una salsa tipica di questa regione, che si accompagna perfettamente ai piatti della tradizione), ai Friciulin alle erbette (una sorta di frittatatina o polpettina schiacciata), al tomino di capra e, per finire, agli amaretti interpretati con le nocciole tonde del Piemonte, altra tipicità del territorio, qui reinterpretate dall'azienda IBo che produce biologico. 

Appena fuori Sala Monferrato potrete divertirvi a farvi fotografare sulla Big Bench. Si tratta di una panchina di grandi dimensioni posizionata in un punto panoramico, che ha l’intenzione di riportarci alle dimensioni di quando eravamo bambini e vedevamo il mondo con meraviglia, sotto un altro punto di vista. Le panchine sono fatte per rilassarsi, e a differenza di una sedia o di una poltrona, sono larghe abbastanza da accogliere più amici contemporaneamente. 

Inoltre, a poca distanza da Sala si trova Castelnuovo Don Bosco, luogo di nascita del grande santo monferrino, che ha trovato anche lui nei vigneti le sue origini. È la meta di migliaia di turisti durante l’anno, che vengono per visitare i luoghi dove don Bosco ha vissuto gli anni della sua giovinezza. 

E se amate il turismo slow, contattate Augusto di Cammini Divini, appassionato di escursionismo, trekking, nordic walking e tutto ciò che è attività all’aria aperta e nella natura che vi saprà proporre e vi accompagnerà, a piedi o in bicicletta, lungo sentieri e percorsi unici. 

Se invece amate i cavalli vi consigliamo il Circolo ippico La Valisenda a Frassinello, un centro attrezzato per principianti ed esperti, mentre per un'esperienza unica, ovvero ammirare questi meravigliosi paesaggi dall’alto, provate a sorvolarli e perché no, a praticare paracadutismo sportivo o in tandem con istruttore, rivolgendovi all’Aeroclub Casale Monferrato

Per concludere, un turista che passa per il Monferrato, non potrà che rimanere affascinato dalle sue atmosfere uniche, dalle vigne che penetrano nel cuore dei borghi, dove si respira ancora la lunga tradizione legata al vino, dal fascino connesso ad un passato altrove ormai scomparso. Un territorio magico che gli è valso, insieme a Roero e Langhe, l'iscrizione da parte dell'Unesco, nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità. 



 All'inizio del filare di vite si trova spesso una rosa
che funge da sentinella e 
va a monitorare lo stato
di salute del filare prevedendo eventuali problemi
e favorendo l’intervento rapido.

Meravigliosa vista sui vigneti 

Il cortile di 'Cinque Quinti' dove è possibile
degustare la loro produzione di vini

Cena sulla terrazza di 'Al 365' con vista sui vigneti

Il B&B Dalla Nonna al centro di Cella Monte

A Cella Monte, nel mese di giugno, si
svolge il Jazz Refound Festival

La Colazione Monferrina, un format per far
conoscere le tipicità del territorio in un unico piatto
perfettamente equilibrato a livello nutrizionale

Uno dei meravigliosi tramonti




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