martedì 17 settembre 2019

Osterie d'Italia compie 30 anni e si presenta con una nuova veste




In un periodo di grandi mutamenti, anche per quanto riguarda i gusti gastronomici, torna alla ribalta l’Osteria, un vero e proprio must per chi ama mangiare fuori. 

Per districarsi tra la moltitudine di proposte c’è La Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food, in libreria da oggi con l’edizione 2020, la 30ma edizione che, per la ricorrenza, si propone con una veste grafica rinnovata e con alcune novità nei contenuti, come le indicazioni per identificare le migliori osterie vicine ai caselli autostradali e alle stazioni ferroviarie. 

Questa guida è nata in un momento in cui in tutta Europa la ristorazione popolare perdeva smalto, invece oggi le osterie non solo hanno tenuto il piede fermo, ma sono diventate un paradigma da imitare. Anzi, i prossimi 30 anni ci dovremo difendere dalla esasperazione di troppe osterie che non lo sono’ – sostiene Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. 

Lo stesso patron spiega meglio cosa si intende oggi per osteria ed i mutamenti che ha subito negli anni. ‘Per me è un luogo familiare e accogliente, dove si mangia in maniera semplice, ma gustosa, oggi diventato quasi mitologico. Una parola che sembra conoscano tutti, ma che in verità è tutto fuorché semplice da codificare, perché ne esistono almeno quattro tipologie’. 

Osteria moderna, tradizionale, agriturismo, ristorante di tradizione – continua Petrini – sono diverse espressioni di un modello, sviluppatosi tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, che è tornato a essere il riferimento per la ristorazione italiana, oltre ad essere molto amato dagli stranieri che visitano il nostro Paese’. 

L'edizione 2020, presentata al Piccolo Teatro di Milano, contiene le recensioni di 1.656 osterie con un incremento di 184 rispetto allo scorso anno e un ricambio del 20% circa. La chiocciola rossa è stata assegnata a 268 locali, mentre sono 399 quelli che si sono meritati la bottiglia per l'offerta di vini. 

La chiocciola è figlia di molti elementi insieme; la cucina, l’accoglienza, e un mix di altri fattori che ci convincono a dare un plus rispetto alla citazione. Certifica la qualità dei prodotti, con grande attenzione ai Presidi Slow Food, e la validità della cantina, il rispetto delle tipicità e la qualità della cucina, ma anche e soprattutto quella passione che è alla base dell’Osteria, luogo del cibo e dell’anima – spiega Eugenio Signoroni, curatore della guida insieme a Marco Bolasco. 

La regione più rappresentata nella guida è il Piemonte con 143 osterie, mentre quella con il maggior numero di nuovi ingressi è la Campania con 37. 




Nessun commento: