Festivaletteratura 2025: Mantova Racconta il Mondo dei Libri

Dal 3 al 7 settembre 2025, Mantova si trasforma ancora una volta nella capitale della cultura, ospitando la ventinovesima edizione di Festivaletteratura.
Una manifestazione che, dal 1997, ha saputo conquistare il cuore di lettori e scrittori, diventando un punto di riferimento internazionale.
Quest’anno, il desiderio di ritrovarsi per mettere a confronto le storie, lasciare spazio alle idee e trovare parole per affrontare il mondo che ci circonda è più forte che mai.
Il Festival, tenendo le sue piazze sempre aperte al dialogo, chiama a raccolta scrittrici e scrittori dai territori sconvolti dai conflitti e da aree attraversate da sommovimenti silenziosi o più evidenti.
Affidandosi al potere della letteratura, per cinque giorni proverà a portare il nostro sguardo dove normalmente non arriva, raccogliendo voci che altrimenti non riuscirebbero a farsi udire.
Cos’è il Festivaletteratura?
Non è una semplice fiera del libro, ma una vera e propria “festa della parola” che si diffonde per tutta la città.
Per cinque giorni, palazzi storici, piazze, giardini e teatri diventano palcoscenici per incontri con autori, reading, spettacoli, concerti e laboratori.
È un evento che celebra la lettura non solo come atto individuale, ma come esperienza collettiva, un modo per riflettere sul mondo e sulla nostra società attraverso le voci e le storie di chi lo racconta.
A differenza di altre manifestazioni, il Festival non ha una giuria o un concorso a premi, ma è una celebrazione della letteratura in sé, basata su un programma curato e ricco di spunti.

Uno Sguardo al Futuro, Partendo dai Giovani
L’edizione 2025 non rinuncia a pensare al futuro. Lo farà, come di consueto, coinvolgendo prima di tutti i giovani e i giovanissimi.
Il progetto “sognare forte” è un esempio perfetto: una residenza poetica e comunitaria che vedrà ragazze e ragazzi impegnati per due giorni al Forte di Pietole a immaginare nuovi mondi possibili.
Questa è solo una delle tante iniziative che il Festival ha aperto per permettere alle nuove generazioni di portare nel dibattito la propria energia e le loro istanze, spesso trascurate.
Attraverso progetti come “blurandevù”, “words match” e “LAB”, il Festival porterà scrittori e artisti a ragionare con i più giovani di temi cruciali come cittadinanza e ambiente, identità e linguaggi, partecipazione e accesso alla cultura.
La Storia Rivive a Mantova durante il Festivaletteratura
Questa ventinovesima edizione cade in un anno speciale per Mantova: 500 anni fa apriva il cantiere di Palazzo Te, la residenza gonzaghesca di Giulio Romano che per il Festival è stata fonte d’ispirazione e sede di molti dei suoi eventi più originali.
L’anniversario diventa l’occasione per rovesciare la prospettiva e lasciarsi stimolare da opere e autori del passato.
Attraverso percorsi di ricerca inediti, il Festival riporterà l’attenzione sui libri che segnarono il 1525, ma anche sull’attività creativa di Carlo Goldoni a Mantova, sui mille volti di Agatha Christie e sul Virgilio più misterico e notturno.

Un Mappamondo della Narrativa Contemporanea
Il Festival, da sempre attento a tracciare mappe per orientarsi nel vasto panorama letterario, propone una cartografia possibile del nostro tempo, prendendo quattro autori come primi punti cardinali.
Dalle periferie di Buenos Aires, Mariana Enríquez porterà il suo gotico latino-americano, dove orrore sociale e soprannaturale si fondono. Dalla Scozia tornerà Ali Smith, maestra del romanzo europeo, capace di tradurre in letteratura le ansie e le speranze di oggi.
Dal Giappone, Mieko Kawakami racconterà con crudezza poetica la condizione della donna, mentre dagli Stati Uniti, Ocean Vuong fonderà memoria e finzione in una potente visione della diaspora asiatica e dell’identità queer.
Ma la mappa non finisce qui, e a disegnare una cartografia “eterodossa” ci saranno anche altri nomi di spicco: Jamaica Kincaid con la sua letteratura postcoloniale, la scrittrice palestinese Adania Shibli che narra la violenza dell’occupazione, e il giovane senegalese Elgas, con la sua prosa tagliente su razzismo e immigrazione.
Dal continente americano arriveranno anche il premio Pulitzer Elizabeth Strout, il talentuoso Nathan Hill e il cileno Alejandro Zambra.
Il focus “La scoperta dell’Olanda” porterà una nutrita compagine di autori nederlandesi, come i maestri del reportage narrativo Jan Brokken e Frank Westerman.
E ancora: la russa esiliata a Berlino Marija Stepanova, il fresco vincitore del Premio Strega Europeo Paul Murray, la poetessa Polly Clark e gli svizzeri Pascale Kramer e Lukas Bärfuss.
La costellazione dei narratori italiani sarà altrettanto ricca, con Antonio Scurati che torna al Festival, Roberto Saviano e Teresa Ciabatti che si confronteranno sulla condizione femminile nella criminalità organizzata, e le voci di Nadeesha Uyangoda e Mario Desiati che parleranno di radici e spaesamenti.
A completare il quadro, gli esordi letterari dell’attore Antonio Albanese e del comico Stefano Rapone.
Il Mondo Visto da Gaza e dall’Ucraina
L’abitudine all’orrore crea assuefazione, e per sfuggire a questa trappola il Festival metterà a fuoco i conflitti più urgenti del nostro tempo.
Il tentativo di trovare le parole parte inevitabilmente da Gaza, al centro degli interventi di Adania Shibli e Atef Abu Saif, massimi esponenti della letteratura palestinese, e del confronto tra Gad Lerner e il giornalista Omar El Akkad.
Lo storico israeliano Ilan Pappé ci aiuterà a ricostruire il percorso storico che ha portato alla situazione attuale, mentre la giornalista Cecilia Sala racconterà le testimonianze raccolte dopo il 7 ottobre.
Il Festival non dimentica un’altra grande ferita aperta: la guerra russa in Ucraina. Ne parleranno Yaroslav Trofimov e Katerina Gordeeva, che con le loro testimonianze ci riporteranno al cuore del conflitto.
E ancora, Ivica Đikić e Elvira Mujčić torneranno sulla strage di Srebrenica a trent’anni di distanza, e la giovane giornalista Jo Meg Kennedy ripercorrerà la vicenda di Radio Fresh FM, piccola emittente indipendente siriana.
Festival letteratura di Mantova
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