Unoaerre 100 anni di Storia che si fa Futuro

C’è un codice alfanumerico che, nella storia dell’oreficeria italiana, vale più di una firma: 1AR. È il primo marchio di fabbrica depositato nella provincia di Arezzo, un sigillo che non indica solo la provenienza, ma certifica l’inizio di un’era. Quel codice appartiene a Unoaerre, l’azienda che quest’anno taglia il traguardo storico dei 100 anni.
Fondata il 15 marzo 1926 da Leopoldo Gori e Carlo Zucchi, la “Gori & Zucchi” (poi divenuta Unoaerre) non è stata solo una fabbrica di gioielli, ma il motore propulsore che ha trasformato Arezzo in uno dei distretti orafi più importanti al mondo.
Un secolo dopo, l’azienda celebra il suo giubileo d’oro guardando al futuro con un mix di eredità storica e innovazione sostenibile.
L’intuizione delle origini di Unoaerre
In un’Italia che cercava di ricostruire la propria identità industriale tra le due guerre, Gori e Zucchi ebbero l’intuizione di portare la lavorazione dell’oro da una dimensione puramente artigianale a una logica industriale, senza sacrificarne la qualità.
L’idea era semplice quanto rivoluzionaria: rendere l’oro accessibile, democratizzare il gioiello mantenendo altissimi standard di purezza e design.
“La storia di Unoaerre è la storia stessa del distretto di Arezzo. Senza la visione dei fondatori, la geografia dell’oro in Italia sarebbe oggi molto diversa.”

Il Gioiello di tutti: Le Fedi Nuziali
Se c’è un oggetto che lega Unoaerre all’immaginario collettivo italiano, è la fede nuziale. Si stima che oltre il 70% delle coppie italiane si sia scambiato una promessa eterna infilando al dito un anello prodotto negli stabilimenti aretini.
La fede “comoda”, priva di saldature e ricavata da un unico blocco d’oro, è diventata un’icona di design funzionale ed emotivo.
Ma l’azienda non si è fermata alla tradizione. Negli anni ’70 e ’80, Unoaerre è stata pioniera nelle collaborazioni con l’arte e la moda, lavorando con figure del calibro di Salvador Dalí e Giò Pomodoro, trasformando il metallo prezioso in scultura indossabile e anticipando il concetto di fashion jewelry.
Unoaerre. Cento anni non si raccontano, si indossano
Ci sono storie che non hanno bisogno di essere raccontate ad alta voce, perché si manifestano nella coerenza dei gesti, nella continuità delle forme e nella qualità del progetto e le novità 2026 sono un racconto costruito su equilibrio, misura e una visione stilistica capace di rinnovarsi senza perdere identità.
In questi 100 anni la Maison ha accompagnato un secolo di trasformazioni interpretando il gioiello come segno quotidiano e culturale.
Le nuove collezioni nascono proprio da questa continuità, dando vita a un dialogo tra nuove creazioni e icone del brand, restituendo un linguaggio che lega indissolubilmente memoria e presente.
Il centenario diventa così un momento di consapevolezza progettuale, fondato su una ricerca costante delle proporzioni, della qualità delle lavorazioni e di uno stile capace di evolvere restando fedele a sé stesso.

Il ritorno di un’icona: la maglia “Chicco”
La vera protagonista è senza dubbio Chicco, la novità più rappresentativa del 2026. Non si tratta di una rottura, ma di un raffinato lavoro di affinamento su una lavorazione che appartiene al lessico storico della Maison fin dagli anni Quaranta.
La maglia Chicco non aveva bisogno di essere reinventata, ma reinterpretata con rigore. Conserva la sua identità compatta e regolare, riconoscibile nel ritmo ordinato degli elementi, ma con proporzioni ricalibrate per una vestibilità più aderente al corpo contemporaneo.
La collezione – che comprende collane, bracciali, anelli e orecchini – vanta superfici piene ma scorrevoli, dove l’argento (in finitura dorata e rodiata) brilla senza ostentazione, talvolta impreziosito da punti luce discreti che non interrompono l’equilibrio della trama.
Fashion Jewellery 2026: Tra Tubogas e Nuovi Volumi
La collezione Fashion Jewellery 2026 rappresenta una sintesi matura del linguaggio Unoaerre. Al centro si conferma il Tubogas, vero codice stilistico del brand, ora reinterpretato con nuove proporzioni che ne rafforzano l’attualità, rendendo collane e bracciali flessibili e perfettamente integrati nel gesto quotidiano.
Accanto a questo pilastro, la linea Classica rilegge le catene storiche attraverso un lavoro su volumi e ritmo visivo, mentre con Joya il linguaggio si fa più morbido e femminile, con forme arrotondate e pietre centrali che catturano la luce.
Per chi cerca un impatto più deciso, Lux introduce volumi ampliati, trasformando il gioiello in una dichiarazione di stile.
Chiudono la proposta le linee Line e Spille, che arricchiscono il vocabolario del brand con accenti grafici e forme floreali scolpite.

Silver Jewellery: La materia viva
Sul fronte dell’argento, la proposta Silver Jewellery 2026 esplora la materia come elemento vivo e luminoso.
- Boule: Un gioco di ritmi tra elementi sferici e ovali su catene sottili, dove pieni e vuoti dialogano con leggerezza.
- Legami: La catena essenziale diventa struttura portante per elementi figurativi e simbolici che ne costituiscono il punto focale.
- Luce e Sparkle: Linee dedicate alla pura luminosità, con superfici metalliche illuminate da riflessi diffusi e controllati, mai ridondanti.
Sostenibilità e Futuro: I Prossimi 100 Anni di Unoaerre
Arrivare al centenario non è un punto di arrivo, ma di ripartenza. Oggi Unoaerre, sotto una governance moderna, affronta le sfide del mercato globale puntando tutto sulla sostenibilità e sulla trasparenza.
L’azienda è membro del Responsible Jewellery Council, garantendo che l’oro utilizzato provenga da fonti etiche e conflt-free. L’investimento nelle tecnologie verdi, il recupero dei metalli e l’attenzione all’impatto ambientale sono i nuovi pilastri su cui si fonda il “nuovo” secolo dell’azienda.
Oltre alle classiche collezioni in oro, il brand ha saputo diversificare con successo nel segmento Silver e Bronze, intercettando le esigenze di un pubblico più giovane e attento alle tendenze della moda, senza mai tradire il DNA della qualità artigianale.

Un Patrimonio Culturale
Il centenario è anche l’occasione per valorizzare il Museo Unoaerre, un archivio storico che custodisce disegni, macchinari d’epoca e gioielli che hanno segnato le decadi del Novecento. Non è solo un museo aziendale, ma un custode della memoria del saper fare italiano.
Mentre i riflettori illuminano il marchio 1AR, Arezzo festeggia non solo un’azienda, ma il simbolo della sua resilienza e della sua capacità di brillare. Cento anni dopo, quell’oro pesa ancora, non solo in grammi, ma in storia, cultura e futuro.





