Berlinale 2026: l’Orso brilla tra impegno e Red Carpet

Mentre il vento gelido di febbraio sferza Potsdamer Platz, la capitale tedesca si prepara a trasformarsi nuovamente nell’ombelico del mondo cinematografico. Mancano pochissimi giorni al 12 febbraio 2026, data in cui si alzerà il sipario sulla 76ª edizione della Berlinale.
Saranno dieci giorni di proiezioni ininterrotte, dibattiti politici e quel glamour “urban” che solo Berlino sa regalare, in un’edizione che promette di essere tra le più audaci degli ultimi anni.
Grand Opening: Il debutto di “No Good Men”
La serata inaugurale di giovedì 12 febbraio sarà all’insegna della scoperta.
A differenza dei classici kolossal hollywoodiani, la Berlinale ha scelto di aprire con una prima mondiale potente e necessaria: “No Good Men”, l’attesa commedia romantica ambientata in Afghanistan della premiata regista Shahrbanoo Sadat.
Sul Red Carpet del Berlinale Palast, accanto alla regista, è atteso il cast internazionale per una serata che unirà l’eleganza della cerimonia d’apertura alla profondità dei temi sociali.
Dopo la proiezione, le celebrazioni si sposteranno al Gropius Bau per l’Opening Gala, l’evento che darà ufficialmente il via alle danze.
La Giuria Internazionale della Berlinale: Wim Wenders al timone
A decidere il destino degli Orsi sarà una giuria d’eccezione presieduta da una leggenda del cinema mondiale: Wim Wenders.
Il maestro del Nuovo Cinema Tedesco torna “a casa” per guidare un team di esperti che include l’attrice coreana Bae Doona, il regista Reinaldo Marcus Green e la produttrice polacca Ewa Puszczyńska.
Durante la conferenza stampa inaugurale del 12 febbraio, la giuria presenterà la sua visione per questa edizione, con Wenders che ha già anticipato di voler premiare “la capacità del cinema di illuminare l’oscurità del presente“.
“La Berlinale non è solo una vetrina, è un luogo di resistenza culturale. Nel 2026, il cinema deve avere il coraggio di essere scomodo, di costruire ponti dove altri alzano muri.” Wim Wenders, Presidente della Giuria Berlinale 2026
Il tocco di classe: Michelle Yeoh e il cinema che verrà
Il momento più atteso in termini di VIP sarà la consegna dell’Orso d’Oro alla Carriera alla straordinaria Michelle Yeoh.
La star internazionale riceverà il premio durante una serata di gala speciale, con il regista Sean Baker (vincitore a Cannes 2024 con Anora) incaricato di omaggiarla.
È prevista anche la presenza di icone globali e nuovi volti del cinema indie, che popoleranno i tavoli del Grill Royal e della Soho House, i veri “quartier generali” del potere cinematografico durante il festival.
Tra distopie e intimità: il cuore del concorso 2026
Le opere in lizza per l’Orso d’Oro quest’anno sembrano divise da un dualismo affascinante: da una parte grandi affreschi distopici che esplorano il nostro rapporto ormai simbiotico con la tecnologia, dall’altra un ritorno a un cinema “da camera”, quasi teatrale, fatto di sguardi e silenzi.
Il buzz della vigilia si concentra sulla capacità dei registi di raccontare la solitudine moderna senza scadere nel cliché, utilizzando una fotografia che abbandona i colori saturi degli anni scorsi per abbracciare toni plumbei, perfetti per la Berlino di febbraio.
C’è grande attesa per il debutto di pellicole che osano mescolare generi diversi, come il thriller d’autore che si trasforma in documentario sociale, confermando la Berlinale come il vero “laboratorio” del cinema mondiale.
I Favoriti: La corsa all’Orso d’Oro
Oltre al film d’apertura, la selezione del 2026 vede alcuni titoli già in cima alle preferenze dei critici:
- “Midnight in Berlin” (Dir. Christian Petzold): Un thriller metafisico che esplora i segreti della città.
- “The Silent Wave” (Dir. Hirokazu Kore-eda): Un dramma familiare che punta dritto al cuore della giuria.
- “Echi dal Futuro” (Dir. Sofia Coppola): Una riflessione estetica sulla solitudine moderna.

Countdown per la finale: La tabella di marcia
La tensione crescerà giorno dopo giorno fino al gran finale di sabato:
- 12 Febbraio: Serata di apertura e Red Carpet con il cast di “No Good Men”.
- 15 Febbraio: Cerimonia d’onore per Michelle Yeoh.
- 21 Febbraio (ore 19:00): Inizio della Cerimonia di Premiazione. L’annuncio degli Orsi d’Argento e il momento più atteso: l’Orso d’Oro 2026 consegnato da Wim Wenders.
- 22 Febbraio: Giornata di chiusura dedicata al pubblico, con repliche dei film vincitori.
Le Location del Glamour: Dove batte il cuore VIP
Mentre le sale sono il tempio del cinema, la vita del festival si sposta nei luoghi simbolo dove si svolgono gli eventi collaterali
- Party esclusivi
Dalle cene di gala all’Hotel Adlon, dove i grandi produttori stringono accordi milionari, ai party più “edgy” nei club di Kreuzberg, dove star di Hollywood e attori emergenti ballano fino all’alba lontano dagli smartphone.
- Berlinale Talents
In parallelo, i workshop dedicati ai giovani talenti sono diventati un hub creativo senza precedenti, con masterclass “segrete” tenute da registi premio Oscar.
- L’Hotel Adlon Kempinski: Il tempio della “Old Hollywood”
Situato accanto alla Porta di Brandeburgo, l’Adlon rimane la scelta d’elezione per le leggende del cinema e per chi cerca il lusso senza tempo. Le sue suite ospitano i famosi “junket” (le interviste fiume con le star) di giorno, mentre di sera il suo bar diventa il rifugio perfetto per attori che preferiscono un Martini sorseggiato tra velluti e legni pregiati, lontano dai flash più aggressivi. Qui non è raro incrociare i membri della giuria internazionale mentre discutono animatamente (e segretamente) sui premi.
- Soho House Berlin: L’hub dei “Cool Kids”
Per le nuove icone come Zendaya o Chalamet, la meta obbligatoria è la Soho House nel quartiere Mitte. Questo club privato, situato in un imponente edificio Bauhaus, è il cuore pulsante del glamour contemporaneo. Con la sua piscina sul tetto (riscaldata per sfidare il gelo di febbraio) e la palestra vintage, è qui che si tengono i party più esclusivi organizzati dalle piattaforme di streaming. La politica “no photos” garantisce ai VIP la libertà di scatenarsi senza il timore di finire istantaneamente sui social.
- Grill Royal: La cena dei poteri forti
Se vuoi vedere dove si firmano i contratti milionari per i prossimi film, devi prenotare un tavolo al Grill Royal. Affacciato sulla Sprea, questo ristorante è il “place to be” per eccellenza. Tra opere d’arte contemporanea alle pareti e bistecche di prima qualità, il locale brulica di produttori, agenti e star di prima grandezza. Durante la Berlinale, la gerarchia dei tavoli è un gioco di potere spietato: essere visti nel “salottino” d’angolo vale quanto una nomination.
- Borchardt: Schnitzel e diplomazia cinematografica
Nessuna Berlinale è completa senza un passaggio da Borchardt. Celebre per la sua cotoletta formato gigante e per l’atmosfera da brasserie francese d’altri tempi, è il punto d’incontro preferito dalla politica tedesca e dalle delegazioni internazionali. È il luogo del “comfort food” di lusso, dove attori reduci da proiezioni estenuanti si rifugiano per un pasto informale ma incredibilmente chic.
- I “Secret Warehouse Party” a Wedding e Neukölln
Quest’anno la vera novità sono i party pop-up in vecchi complessi industriali riconvertiti. Brand di moda e case di produzione indipendenti hanno scelto location grezze e minimaliste per eventi “industriali-glam”. Qui il dress code abbandona lo smoking per abbracciare il latex, la pelle e il nero totale, in omaggio alla cultura techno della città, creando un corto circuito affascinante tra l’alta cinematografia e l’underground berlinese.
Countdown per l’Orso d’Oro: la cronopeguida della serata finale
La tensione raggiungerà il suo zenit sabato sera, quando le luci di Potsdamer Platz si tingeranno di un blu profondo per l’attesissima cerimonia di premiazione al Berlinale Palast.
La “tabella di marcia” è un ingranaggio perfetto che inizierà alle 18:00 con l’ultimo, definitivo Red Carpet, dove i finalisti sfileranno tra i flash dei fotografi per l’ultima passerella.
Alle 19:00 avrà inizio il gala: la cerimonia, condotta con il consueto brio cosmopolita, seguirà un climax ascendente partendo dagli Orsi d’Argento per il miglior cortometraggio e per il miglior contributo artistico.
Il momento più emozionante è atteso intorno alle 20:30, quando verranno assegnati i premi per le interpretazioni (che, ricordiamo, sono ormai neutri rispetto al genere) e il Gran Premio della Giuria.
Ma il silenzio assoluto calerà in sala solo verso le 21:00, momento verrà aperta la busta definitiva per annunciare l’Orso d’Oro 2026.
Una volta consegnata la statuetta, la serata non finirà affatto: i vincitori e gli invitati d’onore si sposteranno per il leggendario “Bear Party”, la festa di chiusura dove tra brindisi e musica si celebrerà il cinema fino alle prime luci dell’alba di domenica.
La Berlinale è un manifesto
In definitiva, l’edizione 2026 dimostra che il cinema ha ancora la forza di essere un manifesto.
Tra una sfilata e l’altra, tra un calice di champagne e un’intervista rubata, Berlino ci ricorda che le storie contano, e che l’Orso d’Oro non è solo una statuetta, ma il simbolo di una cultura che non ha paura di guardare in faccia il presente.



