Alcova. Location e proposte design 2025

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ALCOVA - VILLA BAGATTI VALSECCHI
Alcova Milano 2025, Villa Bagatti Valsecchi, image by Lorenzo Capelli (DSL—Studio)

Alcova, uno degli appuntamenti più amati da design addicted e addetti ai lavori, oltre che dai semplici appassionati, torna a Varedo anche per l’edizione 2025, la nona, riaffermando l’identità di Milano come capitale del design in costante crescita, espansione e trasformazione.

Il successo della manifestazione, presente negli appuntamenti del Fuorisalone, è dovuto al perfetto mix di design di ricerca, sperimentazione, ma anche per gli spazi di pregio.

Location perfette sono, oltre alle storiche residenze di Villa Borsani e Villa Bagatti Valsecchi, dell’edizione 2024 altri due indirizzi suggestivi: l’ex fabbrica SNIA e le Serre di Pasino.

Quattro sedi, ognuna con la propria atmosfera unica, che guideranno i visitatori attraverso un percorso eclettico, in cui esplorare la ricerca e il lavoro di designer affermati ed emergenti attraverso installazioni site-specific e progetti espositivi che dialogano con l’identità di ciascun ambiente.

Le location di Alcova

Villa Bagatti Valsecchi, una perla architettonica del XIX secolo costruita per la nobile famiglia milanese Bagatti Valsecchi come rifugio estivo per sfuggire al caldo della città e intrattenere gli ospiti, è un luogo che invita all’esplorazione spaziale — dalle grandi sale e stanze intime ai vasti giardini formali in stile italiano e inglese con grotte nascoste.

Le serre di Pasino, immerse nel verde dell’ippodromo all’aperto adiacente a Villa Bagatti Valsecchi, un tempo ospitavano una delle più grandi coltivazioni di orchidee bianche in Europa. Oggi, creano uno spazio in cui la vegetazione interagisce con le opere esposte, offrendo uno straordinario sfondo naturale.

L’ex fabbrica SNIA è un esempio straordinario di architettura razionalista — una vasta reliquia industriale risalente alla Prima Guerra Mondiale e abbandonata ormai da oltre 20 anni. Ricoperto di edera e ammorbidito dal muschio, il sito rivela un intreccio di decadenza industriale e la silenziosa riconquista della natura, offrendo uno spunto sul suo passato di importante centro globale per la produzione di fibre sintetiche.

Villa Borsani ospiterà ancora una volta oggetti di design all’avanguardia esposti in stretto dialogo con la sua architettura modernista del 1945. Progettata da Osvaldo Borsani come casa privata accanto al suo atelier, la villa si distingue per il suo stile stratificato, un esempio raro e perfettamente conservato, arricchito da elementi artistici unici, tra cui un camino di Lucio Fontana

Cosa non perdersi – Le nostre scelte ad Alcova

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Con sede a Città del Messico e situato in uno dei giacimenti di pietra più ricchi a livello internazionale, Sten Studio è un mondo nel mondo, un laboratorio di design che affronta la bellezza e il mistero dei fenomeni naturali attraverso l’uso di pietre e cristalli in mobili contemporanei e oggetti decorativi su misura. Esplorando qualsiasi cosa formata da processi naturali, il laboratorio abbraccia i minerali sia come mezzo che come musa e lavora sia a livello locale che all’estero per reperire alcune delle strutture minerali più complesse e diversificate note al mondo naturale. Da lì, ogni fase del design è un processo condiviso tra fornitori, fabbricanti e produttori per sviluppare le idee in forma e concetto.

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Questa installazione di Sfossils è concepita come un dipinto tridimensionale che risponde alla texture e alla patina della grande scalinata di Villa Bagatti Valsecchi. Assume la forma di un lampadario ambientale che si estende per l’intera altezza di 14 m dello spazio, scendendo vicino al suolo, interagendo con le colonne della scalinata per formare una colonna di luce. La Fondazione La Versiera 1718 ha acquisito l’opera in modo permanente per la Villa.

Con sede a Brooklyn, New York, Forma Rosa Studio è un duo creativo che realizza illuminazione d’accento, mobili e vasi che fondono arte e funzionalità. Ogni pezzo racconta una storia, trasformando gli spazi in esperienze. Maria Teresa Castillo e Santiago Braby Brown, cofondatori del brand, seguono la visione condivisa di fondere il design digitale con l’arte senza tempo degli oggetti artigianali. Il loro lavoro è un riflesso dei loro diversi background dove la bellezza dei fenomeni naturali influenza profondamente le loro creazioni. Formati in architettura e design industriale, si sforzano di sfumare i confini tra artigianato e tecnologia moderna, trasformando le materie prime in arte funzionale in edizione limitata. Ogni pezzo è una testimonianza della loro filosofia: creare oggetti che invitano a una connessione personale attraverso la bellezza tattile e la forma.

Come un’entità organica extraterrestre che arriva a un dialogo con la singolarità dell’ambiente circostante, l‘Orchidea Fantasma è una grande scultura alta quasi 4 metri stampata in 3D con PLA biodegradabile traslucido, simile a una nuvola. La serie Orchid definisce il tentativo introspettivo di Marcin di comprendere il passato e di trovare un anello mancante che lo ricollegasse al suo defunto nonno materno, un allevatore di orchidee e un personaggio vitale nella saga della floricoltura della famiglia. Trasformando e “hackerando” i nuovi ibridi di orchidee che abitano il mondo digitale, cerchiamo le risposte alle domande che immaginavamo si sarebbe posto anche il nonno di Marcin: quando e come si decide se l’esperimento si conclude fruttuosamente? Quando decidi che l’immaginario deve diventare reale, materializzato? E come ti impegni con cose che pensavi fossero impossibili da trovare nella vita reale? Il risultato sottolinea l’interazione tra natura e cultura, il reale e il surreale, il tangibile e l’immaginario.

David Aliperti è nato a Rio de Janeiro, in Brasile, nel 1981. Il suo lavoro parla di mondi immaginari, ecosistemi e dell’intersezionalità tra natura, scienza e spiritualità. David lavora con l’argilla essiccata all’aria, per creare sculture raffinate e dettagliate, per creare la serie Mother Tree. Questa scelta di materiali consente alla nuova flora, che sfida la gravità, di ascendere quasi senza peso. Queste sculture richiedono molte ore di lavoro manuale meditativo; scolpire i numerosi petali, foglie e steli che si uniscono per formare l’insieme di ogni scultura. Aliperti ama che rimangano tracce di quel lavoro manuale attraverso impronte digitali e segni di unghie.

La lava condivide la stessa natura della creatività. Emerge da profondità oscure, impossibile prevedere quando o perché. All’inizio è informe, ma può assumere qualsiasi forma immaginabile. Per domarla e plasmarla ci vuole abilità e studio. In questo senso, Ranieri non si limita a creare manufatti di lava, ma è lava. Piuttosto che controllare la creatività, la lascia esplodere e raffreddarsi in formazioni infinite. Qualunque cosa emerga dopo dalla Fabbrica di Lava è imprevedibile. Dipende dalla genialità della lava. Da Alcova si può ammirare un’installazione by Quayola, Francesco Meda & David Lopez Quincoces, con una performance sonora by Rodrigo D’Erasmo.

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