Milano Moda Uomo P/E 2014: Seconda Giornata

Milano Moda Uomo P/E 2014: Seconda Giornata

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Prada
Il compito di aprire questa seconda giornata di Milano Moda Uomo, spetta a Bottega Veneta, che presenta in passerella un gioco di tayloring e camiceria, sottolineato da finte impunture, dai tratti di gesso chiaro quasi da sarto che creano un effetto trompe l’oeil, disegnando i revers che non ci sono, segnando le


tasche inesistenti, trasformando in giubbino un classico blazer. Una collezione di raffinata sartorialità, disegnata da Tomas Maier.  La nuova silhouette per l’estate 2014 pone l’enfasi sulle spalle inclinate e sulle maniche generose, sia delle bluse in cotone croccante, sia dei capi spalla in fresco di lana, in contrasto garbato con i pantaloni accentuatamente affusolati. I tessuti sono sobri e classici del guardaroba maschile leggero, ma anche camoscio sottile ed estivo, i colori comprendono tanti grigi e neri, con tocchi di bianco, di melanzana, di mattone e verde oliva. Ai piedi, mocassini come pantofole in pelle intrecciata e preziose ‘ciabattine’, in mano la borsa Brera in pelle madras sfumata.

Miuccia Prada si ispira per la sua collezione a quei paradisi esotici, in cui tutti sogniamo di trascorrere almeno una vacanza, ma che oggi ‘sono minacciosi, turbolenti, scossi da guerre, terremoti e miserie. Quella felicità perfetta e quel bello non esistono’ sostiene la stilista. Il risultato è una collezione dove imperano i cliché dell’estate, le fantasie tropicali hawaiane, le stampe dal sapore esotico, i motivi orientali di fiori e idoli antichi, colorati e sgargianti, un po’ pop. I borsoni e le cartelle da uomo, nei motivi di stampa più colorati ed esotici, fanno da contrappunto ai completi di linea classica, con giacche doppiopetto e pantaloni più tradizionali, larghi e lunghi più del solito, tutto è spezzato ed accostato combinando diversi grigi e marroni, e poi questi con gli azzurri o con i rossi bruciati. Le fantasie hawaiane o indiane sbucano, sdrammatizzano, ma anche minacciano, tra soli e mari in tinte sbagliate, irreali: sono camicie e blouson, sono maglie a maniche corte su bluse contrastanti, compaiono sul vestito più serio come sui bermuda di raso da pugile. Ai piedi scarpe ginniche, genere vecchie Superga con suola di gomma esagerata, oppure sneaker da boxeur, piatte e stringate morbidamente alla caviglia. In passerella anche dodici modelle, che hanno vestitini seducenti, ricchi e poveri insieme, decorati ma modesti, un po’ anni ’40 e un po’ dopoguerra.
Massimiliano Giornetti, direttore creativo di Salvatore Ferragamo, ha riletto lo sportswear in modo sartoriale ed insieme, ha liberato il formale donandogli disinvoltura. Blouson trapuntati, giubbotti con chiusure asimmetriche, inedite formule di abito, tagli innovativi che disegnano grandi ‘7’ sulla schiena, parka colorati e coulisse che creano volumi, elastici in vita e molta elegante libertà di movimento. Cotone mano carta e lane tecniche, e perfino un nuovo materiale che sostituisce la pelle. Le giacche sartoriali hanno abbottonature nascoste sottolineate da profili e intagli come lampi di colore. Il segno grafico che simboleggia la razionalità è il numero, dilatato fino a diventare quasi illeggibile su giacche, maglie, borsoni. I colori virano dagli azzurri e blu cobalto, al bianco e beige spezzati da verde cactus o rosa geranio, scarpe derby colorate e sandali calzari con ghette colorate.
La collezione uomo firmata Roberto Cavalli e disegnata dal figlio Daniele, ha come fil rouge del guardaroba maschile della prossima estate, le lame damascate riprese dalle fantasie sul petto delle camicie lucide e dalle geometrie del tessuto delle attillate giacche doppiopetto in jacquard di seta, tutte filtrate attraverso il teleidoscopio. Un motivo che innerva la collezione dal giorno alla sera, con il damasco rosso stampato sulla giacca da smoking e su quella ricamata a filo, portate con la camicia abbottonata e il pantalone slim, ma anche con le giacche di nappa leggerissima dove la lama del coltello sembra creare un effetto di traforatura. ‘Ogni gentleman ha il fascino del collezionista ed i coltelli – spiega Daniele – sono la massima espressione di artigianalità e gusto estetico, oltre che oggetti dal simbolismo antico’.
Angela Missoni risponde al brutto periodo che la famiglia sta attraversando con la recente scomparsa del padre Ottavio e con le ricerche che continuano da cinque mesi del fratello Vittorio, con una collezione che lei stessa definisce ‘Strepitosa’ e bisogna dire, non a torto. In passerella è un alternarsi di chevron dai colori freddi e caldi, un mix garbato di paesaggi quasi africani eppure urbani, la maglia telaio che diventa gommata, piccoli motivi di conchiglie sullo sprone della tshirt di lino, un tocco giovane ed esotico eppure anche sobrio. Dall’indaco al blu inchiostro, dal verde oliva al kaki fino al sabbia passando per terracotta e rossi creta. Come sempre è la maglieria a dominare la collezione, eppure i completi sartoriali stavolta si fanno notare di più, abiti classici in inediti jacquard sfumati e poi motivi a tracce e rigati, in mischie di lino, crepe di cotone e fresco cashmere. Ai piedi desert boots in camoscio con le stringhe che girano intorno alla scarpa, passando sotto la suola. 
In questa seconda giornata ci sono stati però anche due debutti per due marchi celebri. Il primo è stato quello di Gaia Trussardi che, dopo anni all’interno dell’azienda è stata promossa direttore creativo e ha portato in passerella tutta la tradizione del marchio, puntando sulla pelle, il caposaldo della maison, e sul viaggio, tema topico del brand. Immaginando un uomo che si muove dalla città al deserto su una moto o un biplano, Gaia ha presentato una collezione con leggeri spolverini di nappa, giacche da aviatore in canvas, bermuda in neoprene, tute in pelle, shorts di struzzo decolorato portati con sandali in pitone e maglie calate, giacche dal taglio a vivo e pantaloni da jogging. Ad applaudirla in prima fila, la mamma, la sorella Beatrice, il fratello Tomaso, accompagnato da una radiosa Michelle Hunziker, al settimo mese di gravidanza.
Il secondo debutto è quello in casa Gilmar, dove Paolo Gerani ha affidato a Federico Curradi, con un passato da Cavalli e Scervino, il compito di ridisegnare l’uomo Iceberg. Ed il risultato non si fa attendere. Pur rispettando l’eredità del brand, che ha il suo focus nella maglieria, Curradi ha fatto pulizia di ogni orpello, dando una lettura più metropolitana all’attitudine sportiva del marchio. Lussuosa e pulita, la collezione mette al centro la felpa dal taglio ergonomico, con zip che la aprono sui fianchi, con inserti di pelle o fodere di rete tecnica, abbinata ai pantaloni sportivi con elastico e zip alla caviglia e alle scarpe chiude dal velcro. Rigorosi i colori, nero, blu e kaki, spezzati da tocchi di bluette e arancio che richiamano l’industrial design degli anni novanta. Grafiche e minimali le fantasie intarsiate sui pull.
E dopo due debutti, un ritorno. Quello dello stilista Roberto Menichetti da Ballantyne. Il designer umbro dalla lunga chioma che, dopo aver lavorato da Lanvin e Jil Sander, firmato Cerruti e contribuito al grande rilancio di Burberry, si era dedicato alla sua linea. Dopo un periodo lontano dalle scene, è stato chiamato alla direzione creativa dello storico marchio, di cui ha subito ripreso il famoso rombo, declinandolo su tutto la collezione estiva maschile, con tanti blu, il colore preferito da Menichetti. Giacche in cashmere impalpabili, bellissimi trench, spolverini in trilayer (tre strati di tessuto leggerissimi), maglieria con stampe in rame sovratinto, uno stile delicato come quello della razza, il pesce che si muove fluido ed elegante, un’immagine che da oggi campeggia nello showroom milanese del marchio. 
Provocatrice ed originale come sempre, Vivienne Westwood sostiene in passerella Wikileaks, stampando sugli inviti alla sfilata e su alcune T-shirts la faccia di Bradley Manning, il militare informatico e attivista statunitense accusato di aver passato una serie di documenti confidenziali a Julian Assange, fondatore del sito web che ha reso di pubblico dominio migliaia di documenti diplomatici riservati. ‘Libertà di parola e di pensiero’ è il motto del défilé, così la foto di Manning compare di continuo, anche appesa ai taschini delle giacche. ‘Ho sempre usato le mie collezioni per parlare di politica – spiega la Westwood – e Bradley è collegato a tutto questo, ai nuovi governi che stanno sfruttando le risorse economiche del Paese’. I colori sono bianco polveroso, crema, nero con texture e pattern che si mescolano all’indaco. Poi ci sono i tartan e le stampe. Ai piedi infradito in gomma colorata e sandali in cuoio aperti, e poi stringate stampate, abbinate ad altre stampe, quelle delle calze, dei pantaloni dal taglio slim e della giacca sartoriale. 
L’uomo di Calvin Klein Collection si prepara a fare un viaggio al mare. L’intera collezione è una ‘celebrazione dell’estate – spiega il designer Italo Zucchelli – con tutti toni del blu, dal cobalto all’azzurro cielo‘. Capi leggeri e colorati, all’insegna di quel ‘formal sportswear’ che per il designer è oramai una costante. In passerella c’è tanta America, le spiagge di Miami, con il cielo azzurrissimo e le acque cristalline, ci sono i tramonti mozzafiato delle Hawaii e l’imbrunire che arriva la sera sopra il mare, tutto stampato su felpe e T-shirt. E ce n’è anche per i bikers che sfrecciano lungo le strade degli States, con i chiodi in pitone con dettagli in pelle, pure smanicati. Anche i capi più formali diventano sportivi, perché i revers della giacca nascondono le righe blu sottili sul bianco, che riprendono il motivo dei pantaloni. In prima fila, ad applaudire la collezione, c’era anche Michael Pitt, protagonista di ‘The Dreamers’ di Bernardo Bertolucci.
Thom Browne presenta per la collezione Moncler Gamme Bleu, giacche e pantaloni ispirati all’abbigliamento da cricket, con imbottiture trapuntate su gomiti, spalle e ginocchia, a cui si aggiungono i classici sartoriali: completi, giacche sportive, cappotti Chesterfield, trench, mantelle, cardigan, polo, pantaloni e shorts, sempre con dettagli rubati allo sport, come le imbottiture trapuntate e il ricamo che riproduce una delle caratteristiche mazze. Una proposta giocata tutta sul bianco, con profili rossi e blu, in tessuti leggeri come piquet e jersey di cotone e materiali tecnici come cordura e nylon. Ispirate al cricket anche le scarpe in tela di cotone. E la sera inaugurazione del nuovo flagship store da 350 metri quadrati in via Montenapoleone 1, che si affianca alla boutique di Via Spiga 7.
Ma se parliamo di inaugurazioni, non si può non parlare di quella del primo flagship store in Europa dedicato all’uomo di Gucci, 500 metri quadrati che si sviluppano su tre piani e sorgono nella storica zona ‘delle gallerie d’arte, delle boutique di design e dei negozi di antiquariato – ha spiegato il direttore creativo della maison Frida Giannini – un quartiere che secondo me può ispirare molto un uomo, che di solito non ama fare shopping nel quadrilatero della moda’. Il nuovo negozio offre al piano terra ed a quello inferiore, le collezioni maschili, gli accessori, le seterie e i profumi, mentre il piano superiore ospita l’area dedicata al servizio sartoriale su misura ‘Made to measure’ ed al programma di calzature ‘Made to order’. Qui è esposta la collezione disegnata da Frida Giannini in collaborazione con Lapo Elkann ‘Lapo’s Wardrobe’, un sodalizio nato dalla soddisfazione che hanno avuto lavorando insieme nel 2010 al progetto Fiat ‘500’. Il risultato? 27 look, di cui quattro per la donna, una capsule, tutta realizzata su misura, frutto dell’attenzione meticolosa dedicata ai dettagli, come le fodere delle giacche, che riprendono i foulard iconici di Gucci che Lapo e Frida hanno scelto insieme nel Museo Gucci, oppure la vecchia etichetta con il marchio e la firma di Guccio Gucci

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