Mostre 2026. Capolavori esposti in Tutta Italia

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MOSTRE 2026
Supershow Vanity Fair 2008

Il calendario delle grandi mostre 2026 si preannuncia esplosivo e trasversale, pronto a soddisfare ogni tipo di appassionato: dai devoti dell’arte antica e rinascimentale, con mostri sacri come Giotto e Bernini, fino agli amanti del contemporaneo con approfondimenti dedicati a Mark Rothko, Marina Abramović e Mimmo Rotella.

L’Italia si prepara a offrire un mix di suggestioni uniche in un vero e proprio viaggio attraverso i secoli dell’arte.

L’Arte Antica tra Rivoluzioni e Mecenatismo

Il Rinascimento e il Barocco saranno al centro di due importanti appuntamenti.

A Perugia, la Galleria Nazionale dell’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (dal 14 marzo al 14 giugno) con la mostra “Giotto e San Francesco”.

L’esposizione, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, racconterà come l’incontro tra il carisma del Santo e il genio di Giotto nel cantiere della Basilica di Assisi abbia dato il via alla nascita dell’arte moderna, superando la “maniera greca”.

A Roma, le Gallerie Nazionali di Arte Antica (Palazzo Barberini, dal 12 febbraio al 14 giugno) rendono omaggio a un’altra coppia fondamentale della storia dell’arte con “Bernini e i Barberini”.

Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, la mostra illustrerà il fecondo rapporto tra l’artista e Maffeo Barberini (futuro Papa Urbano VIII), seguendo la carriera di Bernini dagli esordi fino alla piena maturità, con prestiti eccezionali come il San Sebastiano dal Museo Thyssen-Bornemisza.

Infine, Firenze celebrerà nell’autunno 2026 il più celebre esponente della dinastia medicea con “Magnifico 1492”, ricostruendo per la prima volta la sconfinata collezione d’arte di Lorenzo il Magnifico con oltre 100 capolavori dagli Uffizi.

Mimmo Rotella, La tigre, 1962 Décollage su tela, 108 x 84 cm Collezione Privata

Il Secolo Breve: Da Macchiaioli a Alchimie Contemporanee

Il XIX e il XX secolo non saranno da meno, con un’attenzione particolare alle figure che hanno sfidato le convenzioni.

A Milano, Palazzo Citterio rende omaggio a Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021), uno dei maestri della fotografia contemporanea. La mostra “Un’altra vita” (dal 30 gennaio al 26 luglio), curata da Uberto Frigerio, è un viaggio emotivo e tematico che ripercorre l’intera carriera del fotografo, a cinque anni dalla scomparsa.

In esposizione oltre 250 immagini, tra cui scatti iconici, Fondi oro e 140 inediti, oltre a oggetti personali e poesie. Cresciuto in un ambiente milanese aristocratico e influenzato dallo zio Luchino Visconti, Gastel ha saputo unire artigianalità e post-produzione digitale, forgiando uno stile elegante, ironico e audace che lo ha reso “l’ambasciatore di Milano per eccellenza“.

Sempre a Milano, Palazzo Pirelli apre l’anno con “Figura Forma. 100 anni di Rachele Bianchi” (dal 14 gennaio al 6 febbraio), celebrando la scultrice autodidatta e la sua battaglia per ridefinire il ruolo della donna nell’arte.

A Milano, Palazzo Reale ospiterà (dal 3 febbraio al 14 giugno) “I Macchiaioli”, con oltre 90 opere di artisti come Lega, Fattori e Signorini.

L’esposizione, a cura di Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, analizza il progetto “nazionale” dei Macchiaioli, pittori colti influenzati tanto da Mazzini quanto dal Positivismo.

Sempre a Palazzo Reale, ma in un registro totalmente diverso, dal 7 febbraio al 27 settembre arriverà “Kiefer. Le Alchimiste”, l’omaggio concepito da Anselm Kiefer nella Sala delle Cariatidi a 38 teleri dedicati alle donne alchimiste.

Due dialoghi avanguardistici animeranno la scena: a Rovigo (Palazzo Roverella, dal 27 febbraio al 28 giugno) si terrà “Zandomeneghi e Degas”, che documenterà, grazie a prestiti eccezionali, l’intenso rapporto tra i due artisti, tra Firenze e la Parigi impressionista.

Intanto, a Brescia (Palazzo Martinengo, dal 24 gennaio al 14 giugno), la mostra “Liberty” curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, indagherà i primi 15 anni del Novecento, un periodo cruciale che influenzò pittura, scultura, architettura e moda.

Marina Abramović – Gallerie dell’Accademia di Venezia, “su concessione del Ministero della Cultura”

Il Futuro dell’Arte nelle Mostre 2026: Abramović, Rothko e Rotella

Gli appassionati del contemporaneo avranno l’imbarazzo della scelta con tre mostre di caratura internazionale.

A Firenze, Palazzo Strozzi ospiterà (dal 14 marzo al 23 agosto) la grande retrospettiva “Rothko a Firenze”, curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, che ripercorrerà l’intera carriera del maestro americano: dai lavori figurativi degli anni Trenta e Quaranta fino alle celebri tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta.

A Genova, Palazzo Ducale (dal 24 aprile al 13 settembre) celebrerà i 20 anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella con una retrospettiva curata da Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, analizzando l’intero arco creativo dell’artista, dalle sperimentazioni astratte fino alle Nuove Icone realizzate con collage e sovrapitture.

Infine, Venezia si prepara ad accogliere Marina Abramović (dal 6 maggio al 19 ottobre alle Gallerie dell’Accademia) con “Transforming Energy”, mostra presentata in occasione della 61. Biennale d’Arte e per celebrare l’ottantesimo compleanno dell’artista, esponendo opere iconiche come Imponderabilia e Rhythm 0, accanto a nuove creazioni.

Il 2026 si conferma così un anno imperdibile per l’arte in Italia.

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