mercoledì 25 marzo 2015

Gli italiani bevono meno, ma meglio




Si conclude oggi Vinitaly, manifestazione che ha visto incontrarsi a Verona, i professionisti e gli appassionati del vino, che si sono confrontati su nuovi prodotti, iniziative e progetti per il futuro del settore.

Parliamo quindi di lui, il protagonista assoluto, il vino. Le notizie non sono purtroppo positive. Dai dati raccolti dalla Coldiretti emerge infatti che, dall’inizio della crisi, è sparito dalle tavole degli italiani un bicchiere di vino su cinque ed i consumi di vino sono scesi al minimo storico dall’Unità d’Italia nel 1861. 

In Italia sono crollati gli acquisti di vino delle famiglie e i consumi nazionali sono scesi attorno ai 20 milioni di ettolitri, dietro Stati Uniti e Francia, con un taglio del 19% dall’inizio della crisi nel 2008. 

Se la media di consumo è al di sotto dei 37 litri a persona, solo il 21% degli italiani beve vino tutti i giorni e addirittura quasi la metà degli italiani (48,4%) non lo beve mai durante l’anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

Cambia la geografia del vino. I dati disponibili mostrano un consolidamento del consumo mondiale stimato nel 2014 attorno ai 243 Milioni di ettolitri. Italia e Francia, paesi tradizionalmente produttori, non trainano più l’andamento dei consumatori.

Nascono infatti nuovi poli di consumo. La Cina in pochi anni è diventata il quinto Paese consumatore ed oggi circa il 39% del vino prodotto viene consumato in paesi non europei, rispetto al 31% del 2000.

Se è quindi vero che In Italia si beve meno, bisogna però sottolineare che si beve meglio. Il formato più venduto è stato quello delle bottiglie da 0,75 litri a denominazione d'origine, che può contare su una offerta Made in Italy di 74 etichette Docg, 341 Doc e 123 Igt. 

I vini più richiesti risultano essere Chianti, Lambrusco, Vermentino, Barbera, Bonarda, Montepulciano d'Abruzzo, Nero d'Avola, Morellino e Dolcetto, ma crescono anche il Pecorino, l’Aglianico e il Pignoletto a conferma del successo dei vini autoctoni.

La Coldiretti ha sottolineato che la quantità di vino Made in Italy consumato all’interno dei confini nazionali, è risultata addirittura inferiore di quella consumata nel mondo. 

Nonostante l’aumento dello 0,8% nelle bottiglie esportate per un quantitativo di 20,4 milioni di ettolitri, l'Italia nel 2014 è stata sorpassata dalla Spagna (22,6 milioni di ettolitri, il 22% in più sul 2013), dopo essere stata infatti a lungo il primo fornitore mondiale.

A trainare l’export ci pensano le bollicine che nel 2014 hanno registrato un aumento del 18,2 per cento nel numero di bottiglie esportate. Ad apprezzare il vino italiano sono soprattutto gli Stati Uniti che ne hanno importato quasi 6 milioni di ettolitri, seguiti da Germania e Gran Bretagna entrambi con quasi 3 milioni di ettolitri. 

Il vino comunque resta la prima voce dell’export agroalimentare italiano con un fatturato di 5,1 miliardi nel 2014, in crescita dell'1,4% sul 2013, ma dietro la Francia sempre prima in termini di fatturato legato all'export vinicolo con 7,7 miliardi di euro.

Nel 2014 in Italia la produzione di vino è stata di 41 milioni di ettolitri con un calo del 12% rispetto all’anno precedente, che ha provocato anche la perdita del primato mondiale nella produzione di vino a vantaggio della Francia.

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