giovedì 21 maggio 2015

E' accogliente come una casa, il nuovo ristorante di Filippo La Mantia




Da un paio di mesi c’è un nuovo ristorante a Milano. Che novità, direte voi. Nel periodo di Expo le aperture sono all’ordine del giorno nel capoluogo lombardo. 

Questa però è per me particolarmente gradita, perché il ristorante è di Filippo La Mantia, uno chef, pardon un cuoco o un oste, come lui ama definirsi, che amo particolarmente.

La Mantia nasce come fotografo. Dopo la scuola inizia a lavorare in un'importante agenzia fotografica, per la quale realizza alcuni degli scatti di cronaca nera più conosciuti dei tempi.


Per un malinteso finisce per un breve periodo in carcere, dove verrà scagionato da Giovanni Falcone. Questa fase segnerà la sua vita in tutti i sensi. 

In questa occasione infatti, scopre il significato di vivere lento e, grazie ad alcuni pescatori e agricoltori detenuti con lui, inizia a conoscere meglio gli alimenti e le tecniche migliori per utilizzarli.

Una volta tornato libero cambia vita dedicandosi alla ristorazione. Inizia, in Sicilia, sua terra natia con un piccolo spazio nel quale gustare principalmente cous cous.

La seconda tappa è Roma, prima al Trattoria e poi al ristorante dell’Hotel Majestic, dove, oltre alla gente comune, conquista politici e personaggi dello spettacolo, sia italiani, sia del panorama internazionale, di passaggio nelle capitale. 

E finalmente l'arrivo a Milano con un nuovo locale che porta il suo nome. Lo spazio scelto è quello dell’ex Gold, di Dolce&Gabbana, in piazza Risorgimento, zona Porta Venezia, una location piuttosto grande, circa 1800 metri quadri.

L’ambiente è stato diviso in aree, creando un ambiente il più possibile omogeneo, ma in cui al tempo stesso avvengono cose diverse. 

Un posto vivibile dalle otto del mattino alle due di notte. Un locale in cui trascorrere del tempo anche solo per leggere un libro, incontrarsi con gli amici, parlare, lavorare al computer grazie a un free wi-fi. 

Esposte si trovano le passioni di La Mantia: motociclette, musica e fotografie che ritraggono personaggi siciliani famosi, amici del nostro oste.

All’interno dello spazio, c’è un bar per fare colazione, una zona lounge con divani, poltrone, tavoli bassi e luci soffuse e un altro bar notturno con un dj. Al piano superiore, un ristorante alla carta con circa cinquanta coperti e salette private.


Il restyling del locale è stato curato da colui che si era già occupato del Majestic, Piero Lissoni, ovvero l'architetto ed amico dello chef palermitano, colui che gli legge nei pensieri dandogli forma. 

Il risultato? Schermatura delle finestre in bambù tinto, legno, moquette chiara e arredi senza tempo: dalle coloratissime poltrone di Gerrit Rietveld, a pezzi iconici come il tavolino di servizio Cicognino di Franco Albini, senza nessuna deriva folk sicilianeggiante.


E ancora, in tavola (e sulle pareti) le ceramiche toscane di Virginia Casa, le porcellane di Richard Ginori, la cucina a isola di Boffi, dove realizzano show cooking, sia il cuoco-patron, ma anche chiunque volesse intrattenersi ai fornelli con gli amici.


Ma torniamo alle proposte culinarie. Che cosa potremo gustare? Sicuramente un menù siciliano al cento per cento senza concessioni al turistico e al generico, con piatti famosi, ma anche sconosciuti o dimenticati.


Si possono assaporare gli intensi sapori isolani: iniziando la giornata con sfogliatelle e brioches, e continuando con panelle, crochette, arancine, ma anche un ottimo cous cous, piatto cult di La Mantia, come la sua caponatina, per finire con cocktail agli agrumi e fichi d'India.

Un locale insomma, dove si può andare dal mattino alla notte. Ci si può sedere sulla panca al piano terra o su una poltrona, mangiare qualcosa al banco o chiedere un tavolo apparecchiato nella sala da pranzo fuori orario. Una semplice insalata, un panino con la milza o un piatto da gourmet.




Filippo La Mantia Oste e cuoco
Piazza Risorgimento (angolo Via Poerio 2/A) Milano
www.filippolamantia.com




















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