mercoledì 19 giugno 2019

Sharra Pagano, il brand che ha creato la fashion jewelry, compie 50 anni





I bijou stanno vivendo un momento di splendore. Presenti in tutti i nostri guardaroba, pronti per essere abbinati ad ogni cambio abito, a seconda dello stile, ma anche dello stato d'animo di chi li indossa. 

Sono soprattutto le giovani che li stanno riscoprendo, facendoli rivivere ad una seconda vita, utilizzandoli come un’espressione per dichiarare lo status di appartenenza e cercando di comunicare al meglio la propria personalità attraverso oggetti il più possibile originali. 

E se la nascita dei bijou è stata la necessità di avere copie perfette di gioielli importanti, tutt’altra storia riguarda quella relativa alla nascita della fashion jewelry. 


Tutto inizia alla fine degli anni ’60, un periodo pieno di fervore, dove un gruppo di amici si ritrovavano parlando del futuro. Ognuno aveva il proprio brand, i più sognavano di diventare stilisti. I loro nomi erano Giorgio Armani, Franco Moschino, Enrico Coveri, Luciano Soprani. Poi c’era lui, Lino Raggi, faceva parte del gruppo, ma creava gioielli ed aveva già aveva aperto un negozio in via Della Spiga col nome di Sharra Pagano’ racconta Giuseppe Fredella, ceo di Sharra Pagano. 

Quando nacque quindi il prêt-à-porter italiano, Raggi completava gli abiti degli amici stilisti con i suoi gioielli. Vedendo il successo ottenuto, quest’ultimi gli chiesero di creare gioielli che si abbinassero alle loro collezioni e che portassero il loro marchio, dando così vita alla fashion jewelry, visto che prima di lui, solo Chanel aveva creato bijou per la moda, e arrivando a collaborare addirittura fino a 20 sfilate a stagione. 

Dopo la moda, il passo successivo nella crescita del brand è avvenuto sempre grazie alla grande amicizia di Raggi, quella con Renata Tebaldi e Maria Callas e per una sua passione, l‘opera, per la quale iniziò a produrre pezzi unici. 

Sharra Pagano fino agli anni ’90 era al top, produceva per il proprio brand non solo gioielli, ma aveva creato una linea di scarpe, borse e foulard che vendeva nel negozio in via della Spiga, ma riusciva anche ad interpretare i diversi gusti e le tendenze degli stilisti che si rivolgevano a lui. Armani e Moschino erano molto differenti, ma Raggi riusciva ad accontentare entrambi. 

‘In Italia nasce spesso una diatriba sulla differenza tra gioiello e bijou’ precisa Fredella che è anche Presidente dell’Associazione gioiello moda Italia ‘Il gioiello spesso è ancora ritenuto la fine jewelry, soprattutto dai gioiellieri, in realtà nel mondo ormai, il bijou non solo ha una valenza propria, ma se si va nei vari department store, si trovano insieme i fine jewelry e il fashion jewelry, con due caratteristiche diverse per materiali, ma la creatività e lo stile che li avvicinano’

E quello che cerca la donna oggi e che fa la differenza, è la creatività e l’unicità. L’Italia, riesce ancora a produrre in maniera artigianale, tanti prodotti, in particolare il gioiello, ma è molto difficile. Sicuramente ci sono aspetti di alcuni prodotti che un artigiano normale ha difficoltà a fare, ci vuole qualcuno che abbia ricevuto la cultura, la preparazione, l’abilità, ci deve essere stato un passaggio di conoscenze, da maestro ad allievo, per chiamarlo davvero artigiano e per realizzare un gioiello del livello di Sharra Pagano. In Italia abbiamo molti artigiani, ma per realizzare un prodotto unico, come i nostri, bisogna unire la creatività ad altro, perché la competizione internazionale è altissima, o ci si distingue o è difficile emergere’ prosegue Fredella 

Nei loro gioielli, c’è una grande lavorazione manuale, sono come opera d’arte, ed infatti sono anche stati esposti al museo della Triennale. Uno dei loro bijou è stato realizzato con tubicini di vetro appartenenti ad un’azienda che non esiste più. Sono stati raccolti tutti i pezzi rimanenti presso i fornitori, in modo da essere gli unici ad averli. Accanto alla particolarità del materiale si è unita una manualità speciale, così da creare un gioiello unico. Solitamente infatti, realizzano tirature limitate in modo da dare qualcosa in più alla donna che si vuole sentire unica nel suo essere. 

Abbiamo un prodotto che a livello qualitativo, e di conseguenza di costo, è più alto della media e che quindi si dovrebbe rivolgere ad un target alto, nel quale la donna ha una sua autonomia, una sua indipendenza economica. Notiamo però ragazzine che storicamente non conoscono neppure il brand, che acquistano i nostri gioielli’. 

Questo anche grazie alla comunicazione. Sharra Pagano infatti è un brand molto amato, presente in circa 400 redazionali di moda l’anno, e molti conduttori e personaggi televisivi indossano i loro gioielli, postandoli poi sui social, con un conseguente riscontro immediato sull’apprezzamento del prodotto. 

E mentre il brand festeggia i suoi primi 50 anni nello splendido giardino di Casa degli Atellani a Milano, accanto alla vigna che Ludovico il Moro, colui che ha contribuito a portare la bellezza nel capoluogo lombardo, ha donato a Leonardo da Vinci, si parla delle origini di un marchio che ha dato tanto anche alla moda, ma che ha ancora tanto da dare e che, ripartendo dal gioiello, ci riserverà sorprese anche per il futuro.


Sharra Pagano
Via Felice Casati 17 - 20124 Milano MI

Tel. 02-29519867
www.sharrapagano.it



























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