Carnevale. Viaggio tra i più Spettacolari nel mondo

Il Carnevale non è solo una festa sul calendario, ma un fenomeno globale che trasforma le città in palcoscenici a cielo aperto, da Venezia alle Ande.
È il momento in cui l’ordine costituito cede il passo alla meraviglia e le regole del quotidiano vengono deliziosamente infrante.
Con il Martedì Grasso che nel 2026 cadrà il 17 febbraio.
L’Anima Italiana: Dal Mistero alla Battaglia
Il nostro viaggio non può che iniziare dall’Italia, terra che declina il Carnevale in mille sfumature.
Se cercate l’eleganza assoluta, la bussola punta sul Carnevale di Venezia (7-17 febbraio). Qui la festa non urla, ma sussurra tra le calli: è il fruscio delle sete preziche, il riflesso delle maschere mute sull’acqua scura dei canali.
Esserci significa immergersi in un teatro a cielo aperto che non ha eguali. Il consiglio, però, è di sfuggire alla calca di San Marco per rifugiarsi nel sestiere di Cannaregio o prendere un vaporetto per Burano: lì, tra le case colorate, l’atmosfera torna intima e autentica.
Dalla laguna alla satira tagliente della Toscana, il passo è breve ma lo scenario cambia radicalmente. A Viareggio, le domeniche di febbraio diventano il palcoscenico dei giganti di cartapesta.
Passeggiare sui Viali a Mare mentre sfilano carri alti come palazzi, capolavori di ingegneria che sbeffeggiano i potenti della terra, è un’esperienza catartica. E tra una sfilata e l’altra, lo sguardo si perde sulle architetture Liberty della città: un caffè al Gran Caffè Margherita è d’obbligo.
Ma l’Italia sa essere anche viscerale e guerriera. A Ivrea (14-17 febbraio), il Carnevale è una cosa seria, una rievocazione storica che profuma di polpa d’agrumi.
La celebre Battaglia delle Arance non è solo folklore, ma la memoria di una rivolta medievale contro il tiranno. L’adrenalina è palpabile, l’aria satura di profumo e passione.
Per chi visita la città piemontese, il contrasto perfetto è il MAAM, il museo a cielo aperto dell’architettura moderna, per scoprire l’altra anima di Ivrea, quella industriale e visionaria di Olivetti.

Il Ritmo dell’Atlantico del Carnevale
Attraversando l’oceano, o fermandosi poco prima, il Carnevale cambia pelle e diventa ritmo. Le Isole Canarie offrono il ponte ideale tra Europa e Sudamerica.
A Santa Cruz de Tenerife (6-22 febbraio), tutto ruota attorno all’opulenza: le candidate al titolo di Regina indossano costumi che sono vere architetture da cento chili.
A poca distanza, Las Palmas de Gran Canaria (23 gennaio – 1 marzo) risponde con la trasgressione e la libertà del suo celebre Gala Drag Queen, un inno all’inclusività che ha fatto scuola nel mondo.
In entrambe le isole, il viaggio non è completo senza la natura: il paesaggio lunare del vulcano Teide a Tenerife o le dune desertiche di Maspalomas a Gran Canaria offrono il silenzio necessario dopo il frastuono della festa.
Ma il re indiscusso resta lui: Rio de Janeiro (13-18 febbraio). Non è solo una festa, è lo stato d’animo di un’intera nazione.
Se le parate nel Sambodromo sono l’apoteosi tecnica e visiva della samba, la vera anima di Rio si trova nei Blocos di strada, dove la folla balla senza sosta.
Per riprendere fiato, il rifugio segreto è il Giardino Botanico, un’oasi di pace, o la vista impagabile dal Pan di Zucchero al tramonto.

Tradizioni Europee e Spirito Americano
Tornando nel Vecchio Continente, la Francia propone la versione più sofisticata della festa.
A Nizza (13-28 febbraio), la Battaglia dei Fiori è un omaggio alla primavera imminente: tonnellate di mimose e gigli vengono lanciate dai carri sulla folla, in una cornice Belle Époque che profuma di mare.
Un’occasione perfetta per visitare anche il Museo Chagall, dove i colori delle tele sembrano dialogare con quelli della festa.
Più a nord, il Belgio custodisce un segreto UNESCO: il Carnevale di Binche (15-17 febbraio).
È un evento straniante, quasi onirico, dominato dai Gilles, figure che marciano al ritmo dei tamburi con maschere di cera, zoccoli di legno e immensi cappelli di piume di struzzo. Un tuffo nel Medioevo che si può abbinare a una visita alla vicina Bruxelles e alla sua maestosa Grand Place.
Dall’altra parte dell’oceano, gli Stati Uniti rispondono con il jazz e le perline di New Orleans.
Il Mardi Gras (che culmina il 17 febbraio) trasforma il Quartiere Francese in un fiume di musica e decadente allegria. Ma la vera New Orleans si scopre prendendo il tram storico di St. Charles Avenue per ammirare le ville del Garden District, lontano dagli eccessi di Bourbon Street.
Infine, per chi cerca un’esperienza che tocchi l’anima, la meta è la Bolivia.
A 3.700 metri d’altitudine, il Carnevale di Oruro (14-17 febbraio) è un capolavoro di sincretismo dove la fede cattolica si fonde con i riti andini. La Diablada, la danza dei diavoli, è ipnotica.
E visto che siete sul tetto del mondo, il viaggio deve proseguire verso il Salar de Uyuni: in questo periodo, grazie alle piogge, la distesa di sale diventa uno specchio infinito. Forse l’unico luogo al mondo dove, tolta la maschera, ci si può specchiare direttamente nel cielo.


