Milano Moda Donna: prima giornata

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La settimana della moda milanese ha preso il via con un blitz di Greenpeace, nell’ambito di una campagna denominata ‘TheFashionduel’ nei confronti del mondo della Moda. ‘Una sfida per una Moda più pulita’ questo il messaggio dell’associazione.
Ma veniamo alle sfilate. Come tutti gli anni occhi puntati sul peso delle modelle per un’altra eterna lotta nei confronti della settimana della moda: l’uso di modelle anoressiche. E come ogni anno ecco quindi aprire, fuori calendario, la sfilata di Elena Mirò e le sue modelle curvy.
ELENA MIRO’ La bellezza e’ ‘curvy’ per For.Me Elena Miro’, la collezione cheesalta la sensualità del corpo. Grande protagonista il tubino, proposto in colori intensi che si abbinano a decori massimalisti e ad applicazioni ricercate. La pelle ed il cavallino lucidato aggiungono un tocco glam e vengono alternati ai tessuti lucidi, mikado, satin di lana e seta che si mescolano a tessuti densi e materici, come il boucle’ di mohair.
GUCCI La donna Gucci è una dark lady dura e misteriosa, persino un po’ fetish,
‘una donna che seduce con una femminilità solenne. E’ algida e sexy, spezza il rigore con attitude e vezzi da femme fatale, indossa abiti dalle forme scultoree ed essenziali, di una graficità pura, ma li contamina con dettagli estremi’ come l’ha descritta Frida Giannini. Protagonista assoluto di questo look fatale il tailleur, elegante ma tutt’altro che bon ton con la gonna rigorosa e sottile, lunga sotto il ginocchio, ma aperta da improvvisi spacchi e portata con le calze a rete con la riga e i polacchini dal tacco acuminato.
ALBERTA FERRETTI Forte e femminile insieme la donna di Alberta Ferretti, in una collezione che a echi militari, abbina la leggerezza dello chiffon. Destinata ad una clientela ‘che non cerca lo shock ma lo stile’, fatta di donne vere, sfila una collezione precisa e raffinata, molto pulita, a partire dalla dominanza del bianco e del nero. Quando si esce dal gioco del black and white c’è spazio per i grandi check maschili del tartan, mentre la forza del militare torna nella giacca da sera austera nella forma ma tutta ricamata.
SCOGNAMIGLIO Sfuggente, misteriosa ed estremamente glam, come Veronica Lake: questa la protagonista della collezione di Francesco Scognamiglio. La sua donna ha infatti le caratteristiche della diva hollywoodiana, immaginando di vestire una donna eterea e un po’ dannata, estremamente sicura di sè. Tutta la collezione si muove attorno ai volumi ampi, sia degli abiti che dei pantaloni e dei cappotti, con rimandi agli anni ’80. Lunghi abiti in seta, cappotti di lane pettinate con tanto di collo di volpe o in cavallino dalla stampa animalier e camicette, ricoperte di rouches e volant.
N21 Alessandro Dell’Acqua mantiene accesa la tensione tra maschile e femminile, con accostamenti ‘quasi sbagliati, ma per questo interessanti’ spiega lo stilista. Se dalla vita in su la donna indossa la camicia in flanella e la maglia a grandi check, sotto la cinta spunta una gonna dall’alto spacco che brulica di minuscoli fiori in paillettes; se la felpa è tempestata di cristalli, i pantaloni avranno un taglio da uomo dalla piega affilata. In passerella viene presentata la Bed-Belle Bag, la prima borsa prodotta dal brand grazie all’accordo di licenza firmato con Gilmar.
FRANKIE MORELLO Sulla passerella di Frankie Morello sfila una vera femme fatale, una Black Dahlia in equilibrio tra il secolo scorso e il 2013. Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica partono da uno specchio, un oggetto riflettente che diventa una decorazione sui capi total black, sugli abiti lunghi fino ai piedi in tessuto tecnico e sulle felpe, sempre seguendo le linee del triangolo. I materiali sono sostenuti e forti, grazie ai tessuti tubico-metellasse’ in lurex oppure alle lane-seta. Sulla testa c’e’ un cappellino da baseball semitrasparente.
CHICCA LUALDI I colori brillanti di Rothko e le opere di Vico Magistretti sono la fonte d’ispirazione di Chicca Lualdi, che ha fatto sfilare la sua linea Bee Queen, tanto essenziale nelle linee quanto curata nei dettagli. Abiti come leggere sculture, sobri ed eleganti, alla base dei quali vige la sartorialità della scuola italiana. Unico vezzo di femminilità è rappresentato dalle aperture sulla schiena e dall’utilizzo del macramè.
SIMONETTA RAVIZZA Le linee di Simonetta Ravizza scelgono forme pulite ed essenziali, quasi rigorose, specie se si parla di pelliccia. Quest’ultima viene reinterpretata ed abbinata, così ogni capo diventa versatile e si può indossare di giorno e di sera. E’ tempo di look passe-partout che sfrutta i gilet di pelliccia corti o lunghi fino alle ginocchia, che si combinano, si stratificano e si trasformano a più riprese, creando tanti capi in uno.
ANGELO MARANI Angelo Marani educa la donna con forme essenziali, che mettono in mostra la figura femminile con garbo ‘senza troppo nudo – spiega lo stilista- ma solo con sensuali aperture sulla schiena e con le trasparenze giocate sul look nero’.  Mette in riga quindi le sue donne, ma concede loro il vezzo delle rose carminio, su giacca e cappotto, ora stampate ora ricamate con ciniglia e paillettes ed utilizza l’animalier. ‘1968’ è l’anno che campeggia sulle maglie, quello in cui è nato il marchio.
KRISTINA TI La donna di Kristina Ti, sceglie soltanto due volumi: micro o macro, che abbina come più le piace, spesso indossando un pezzo mini insieme a uno oversize, in una proporzione perfetta tra sopra e sotto. Le gambe non sono mai scoperte, per una sensualità discreta ci sono calze in lana pesante, magari arricchite da qualche glitter.
ANDREA INCONTRI ‘Ispirazione collegiale’ la definisce Incontri, che parte da ‘un’indagine sulla sartorialità e sulle forme con molti spunti Anni ’60’. Lo si vede dalle linee a trapezio delle gonne e dei cappotti, dai volumi a colonna che allungano la silhouette verso l’alto, e dalle sovrapposizioni create dalle sottogonne in cotone, che spuntano dall’orlo.
PAOLA FRANI Una collezione che celebra il tema floreale. Grandi peonie, rosoni di pizzo, fiori stilizzati e rose orientali sono i decori scelti da questa signorina ‘lussureggiante e sofisticata come un fiore mutante’, come la definisce la griffe. Tutte artigianali e hand-made le lavorazioni, per dare un tocco couture ai capi.
HOGAN Continua la collaborazione con Katie Grand, stylist e direttrice del magazine Love, per la realizzazione della capsule collection di accessori Gang, caratterizzata dalla firma con motivo a cuore. Per il prossimo inverno aumentano i modelli, arrivati a 63 tra borse, scarpe, porta-iPad, porta cellulare, beauty-case, occhiali e trolley. Nuovi i pellami: oltre a vitello e camoscio, vernice e canvas. Motivo icona della collezione le righe zebrate.
FAY Animata dal brio degli anni Sessanta, la collezione Fay disegnata da Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi strizza l’occhio alle influenze dichiaratamente college, giocando con dettagli in tartan e in seta regimental. Capo icona della collezione è il cappotto Virginia, uno dei primi modelli lanciati da Fay, che ora viene reinterpretato nelle proporzioni e nei materiali. ‘La prossima stagione ci sarà un forte richiamo agli elementi della moda maschile, ma torneranno anche i volumi ampi – commentano gli stilisti – perché le donne hanno voglia di sovrapposizioni, non più solo del cappotto o dell’imbottito superleggero, ma del mix’. Tra le borse, l’accessorio di stagione è la Postman bag, in due volumi.
BALLANTYNE L’obiettivo del brand è quello di ritornare alle origini del brand britannico, di restituirgli il suo dna originario. Due le collezioni presentate per il prossimo inverno, la prima quella classica, la seconda la capsule collection disegnata con lo stilista inglese Matthew Williamso. I capi sono prodotti per questa stagione dal filatore scozzese Todd&Duncan, con un filato di cashmere ultra leggero che dà forma ai cardigan degradé, alle giacche e ai cappotti.
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