Tendenza moda uomo FW 25

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moda uomo AI 25

Come sarà l’abbigliamento maschile per il prossimo inverno? Dimentichiamoci il fit inamidato e impostato del passato: la moda uomo si adatta alle esigenze dell’uomo di oggi, cosmopolita, globe-trotter, attento ai materiali e alla sostenibilità.

In un momento di incertezza e crisi globale, servono cose che durano. Pare questa la lezione dispensata dalle passerelle delle collezioni uomo per il prossimo inverno, segnate da una sorta di ritorno al classico, con tutti i valori che sottintende, a partire dalla sostenibilità.

Classico, classico e ancora classico è infatti, il mantra che riecheggia da una presentazione a una sfilata. Rivisto e corretto all’oggi, all’epoca post pandemica, a nuovi modi di vita e ataviche preoccupazioni, ma pur sempre classico, parola in cui confluiscono come affluenti esigenze diverse, a partire da quelle di una nuova generazione di consumatori sempre più consapevoli.

Le conseguenze del fast fashion, che invade i nostri armadi e i nostri mari, infatti, è ormai sotto gli occhi di tutti, con il conseguente declino delle tendenze da una stagione. Ecco, dunque, una moda non più usa e getta, ma da collezionisti: pezzi fatti per essere inseriti nell’armadio e per restare, a partire dalla giacca, pezzo portante della moda uomo per il prossimo inverno e non solo.

E con il ritorno al classico, si tornano a riscoprire anche i valori. Questa è la parola che unisce una sfilata all’altra, come un’ancora che lega alle profondità umane qualcosa di intrinsecamente volatile come la moda. Ed è quello che hanno mostrato i big brand protagonisti sia di Pitti che della fashion week milanese.

L’esigenza di comodità, ormai un fattore chiave nella moda uomo sdoganato da anni di passione per lo streetwear, abbraccia anche tutto il segmento del formale, così le giacche hanno forme generose e destrutturate, con il fit morbido, comodo, non troppo attillato, sia sulle classiche versioni doppiopetto che monopetto.

È quello che ormai chiamiamo il nuovo ‘formale disinvolto’, ovvero lo stile del futuro. Per assicurare questo comfort, i materiali favoriti sono jersey di lana infeltrita, flanella, jersey stretch o velluto. Leggera e destrutturata, ma anche più costruita, persino in versione doppiopetto, da abbinare a pull, serafino e dolcevita, ma anche alla classica camicia e cravatta, prepotentemente tornata alla ribalta.

Con le collezioni maschili per l’autunno-inverno 2024/25 anche il blazer si riappropria del suo (meritato) posto d’onore nel guardaroba, diventando must-have di stagione da indossare da mattina a sera. Per alcuni viene associato esclusivamente all’abbigliamento formale, per altri diventa un capo da dandy o comodo passe-partout per ogni look.

Dall’Ottocento ad oggi il blazer ha fatto parlare di sé più di una volta: elemento distintivo del look di celebrità e politici, simbolo di epoche di cambiamento e protagonista di celebri pellicole, anche come capo ad alto tasso di seduzione (ricordiamoci Richard Gere in American Gigolò con le sue giacche firmate Giorgio Armani).

Questo stile si è potuto ammirare da Brunello Cucinelli, come da Tombolini, con il nuovo modello tre bottoni dalla linea leggermente over e la giacca-camicia in lana stretch super confortevole.

Anche Kiton reinterpreta i codici della sartoria classica nelle giacche a doppiopetto e tre bottoni, mentre la storica sartoria Caruso propone l’iconica giacca Aida in soffice lana dalle linee asciutte, con tre bottoni, giro manica senza piegoline. Invece Manuel Ritz punta sul comfort stile ‘british’ con il blazer in felpa di cotone.

Ma come si abbina il blazer per un look disinvolto? Via libera a pantaloni, morbidi anche con i tasconi, persino infilati negli stivali, ma anche portati con le ciabatte d’inverno, che tanto ormai le stagioni sono quelle che sono.

Tra le proposte i pantaloni cargo in flanella o fluidi in velluto, liscio o a coste. Grande protagonista di stagione è il velluto che il prossimo inverno sostituisce il denim, in colori come cioccolato, bianco o blu, in pieno sapore anni ’70.

Sopra via a cappotti ampi o ad astuccio, imbottiti o attrezzati con gilet sovrapposti, in versione loden o anche qui ancora a doppiopetto. Qua e là, bagliori di strass, punti di luce e luccichii per la sera, dove sfoggiare smoking e tight, marsine e farfallini.

Piacciono anche gessati, spigati e pied-de-puole (Herno), ma anche tutti i tessuti inglesi e i riferimenti al mondo della nautica (come i bottoni in ottone sulle maniche), ma anche quelle sportive e colorate delle squadre di vogatori di Cambridge.

E se molti, come Domenico Dolce e Stefano Gabbana che hanno segnato il ritorno alla qualità, quella della sartorialità di cui l’Italia è maestra, non è mancata l’originalità, come da MSGM che ha rielaborato una riflessione ironica sulla velocità con le stampe della collezione create grazie a Google Pixel 8 e la sua fotocamera basata sull’AI.

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