Ristorante Torre (Fondazione Prada): gusto e arte a Milano

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Ristorante Torre (Fondazione Prada) a Milano

Ci sono luoghi a Milano dove il confine tra bellezza estetica e piacere della tavola sfuma al primo passo, lasciando spazio a un’emozione genuina e difficile da dimenticare. È esattamente la sensazione che si prova salendo al sesto piano dell’edificio d’ingresso della Fondazione Prada, in via Lorenzini 14 nel quartiere di Porta Romana, per regalarsi una cena al Ristorante Torre.

Inserito di diritto tra gli indirizzi imperdibili della nostra rubrica Dove Mangiare, questo locale non è semplicemente una meta gastronomica panoramica, ma un vero e proprio rifugio per l’anima.

Sospesi sullo skyline milanese, ci si ritrova immersi in un’esperienza che unisce il calore di un’accoglienza attenta al fascino indiscutibile dell’alta architettura e dell’arte contemporanea.

“Al Ristorante Torre l’architettura e l’arte contemporanea non sono una semplice cornice, ma una presenza viva che dialoga costantemente con l’esperienza della tavola e la nostra visione culinaria.” Rem Koolhaas, Architetto e progettista della Torre Fondazione Prada

La magia di Rem Koolhaas: cenare in un ristorante avvolti dal design d’autore

Varcare la soglia del Ristorante Torre, progettato dal celebre architetto olandese Rem Koolhaas con lo studio OMA, significa immergersi in un’atmosfera elegante e sorprendentemente intima.

Le pareti rivestite in noce e il parquet in abete regalano una sensazione di calore immediato, mentre le vetrate a tutta altezza offrono una vista mozzafiato sulle luci della città.

Mangiando, ci si ritrova letteralmente a tu per tu con capolavori originali di Lucio Fontana, Thomas Demand, Jeff Koons e Carsten Höller, seduti su arredi storici provenienti dal leggendario Four Seasons Restaurant di New York disegnato da Philip Johnson nel 1958.

Prima di accomodarsi al tavolo, il consiglio è quello di concedersi un passaggio al bar al settimo piano: sorseggiare un cocktail d’autore sulla terrazza triangolare con il vento leggero tra i capelli e lo sguardo rivolto ai grattacieli è il preambolo perfetto per la serata.

La cucina sensibile di Lorenzo Lunghi: un viaggio tra materia e ricordi

A rendere indimenticabile la sosta è la cucina dello chef Lorenzo Lunghi, alla guida della brigata dal 2020. Il suo è un racconto culinario che conquista per pulizia, sincerità ed equilibrio.

Cresciuto tra le campagne toscane e perfezionatosi nelle cucine dell’avanguardia parigina come Le Chateaubriand e Saturne, Lunghi porta nei piatti un rispetto quasi sacro per l’ingrediente e la stagionalità.

Assaggiare il suo Risotto Torre con gamberi rossi e la profumata salsa di crostacei allo zafferano è un’esperienza avvolgente; così come gli Spaghetti al pesto di aglio orsino con calamari e bottarga o le memorabili Pappardelle allo Zafferano servite fuori carta, capaci di evocare ricordi familiari attraverso una precisione tecnica impeccabile.

Ogni portata del percorso degustazione a sette passaggi scivola via con naturalezza, lasciando una sensazione di appagamento e leggerezza.

“Un’identità in cui materia prima, stagionalità, ricerca e precisione tecnica trovano una sintesi sempre più definita, portando in tavola una cucina dall’impronta immediata e riconoscibile.” Lorenzo Lunghi, Chef del Ristorante Torre

Guida Gambero Rosso 2027: Due Forchette per una cucina d’eccellenza

Scoprire la cura con cui la sala guida l’ospite rende ancora più comprensibile la notizia ufficiale annunciata a fine ottobre 2026: il Ristorante Torre ha conquistato le ambite Due Forchette nella Guida Ristoranti d’Italia 2027 di Gambero Rosso con l’ottimo punteggio di 82/100.

Un traguardo strameritato che premia l’evoluzione costante della visione di Lunghi e la capacità di creare un’armonia perfetta tra piatto, ambiente e servizio.

Nota di merito speciale va anche alla carta dei vini: farsi consigliare dal sommelier tra le oltre quattrocento etichette in cantina trasformano ogni abbinamento in un piccolo e divertente percorso di scoperta tra grandi classici e piccoli vignaioli indipendenti.

Un itinerario nel cuore di Milano: arte, tramonti e buona tavola

Per vivere questa esperienza nel migliore dei modi, il suggerimento è quello di dedicare l’intero pomeriggio alla scoperta del distretto culturale di Porta Romana.

Si può iniziare con un caffè o un aperitivo dall’atmosfera retrò al Bar Luce, ideato dal regista Wes Anderson per ricreare la magia dei tipici bar della Milano anni Cinquanta, per poi perdersi a passeggiare tra le gallerie e le mostre della Fondazione Prada e sintonizzarsi sulle frequenze del bello.

Concludere la giornata salendo al sesto piano della Torre, guardare la città che si accende al tramonto e lasciarsi coccolare dai piatti di Lorenzo Lunghi è uno di quei regali da farsi e da fare, per riscoprire il piacere di una Milano sofisticata, accogliente e profondamente buona.

RISTORANTE TORRE 

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