Il Bistrot del Piccolo Lago di Marco Sacco

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“È successo durante il lockdown, ci interrogavamo come poter dare nuova vita a questo spazio verde che si affaccia direttamente sul lago, proprio accanto al ristorante, e che solitamente usiamo per gli eventi. Così abbiamo pensato di dar vita a questa nuova formula”.

Così lo chef Marco Sacco racconta la nascita del Bistrot, un luogo dove, oltre che apprezzare la sua arte culinaria, si può godere della natura circostante e del silenzio che porta in un’altra dimensione.

La prima cosa che colpisce infatti è la location, un luogo bucolico dove accomodarsi a tavolini riparati da piante o dal gazebo, in riva al lago di Mergozzo, uno degli specchi d’acqua più limpidi e puliti della nostra penisola. Un posto incantevole che predispone alla quiete e alla pace, dove la sensazione non è semplicemente quella di guardare il paesaggio, ma di viverlo.

Il viaggio è iniziato. Ad accogliervi l’Impeccabile direttrice di sala, la moglie dello chef, Raffaella Marchetti, che svolge il suo ruolo, con una gentilezza sublime, dando una sensazione di accoglienza che purtroppo non tutti i ristoranti riescono a dare. La stessa percezione che si ritrova nello staff, lo stesso del Piccolo Lago, che anche per il bistrot applica gli stessi criteri di servizio del ristorante 2 Stelle Michelin, anche se in modo meno formale.

Ma veniamo alla cucina. Il Piccolo Lago era il ristorante della famiglia di Marco Sacco, col papà in cucina e lui che, fin da bambino, amava seguirlo mentre lavorava: saliva su una cassa d’acqua minerale e si perdeva ad osservare le zuppe che fumavano, i risotti mantecati, i ritmi con cui venivano preparati i piatti. Un giorno disse: io diventerò un cuoco stellato! Ma l’adolescenza aveva altri progetti per lui e lo trasformò in un campione di windsurf. Passata questa fase e crescendo, la passione è tornata e di conseguenza la decisione di diventare un cuoco.

Nella sua formazione sono stati decisivi gli anni passati in Francia, specializzandosi in una cucina di pesce e verdure, dove ha iniziato a guardare ai prodotti del territorio elaborandoli con la grazia dell’estetica, e quelli in Oriente, soprattutto. Thailandia, Vietnam, Malesia e Giappone dove ha capito che un fritto poteva essere messo in brodo e diventare una zuppa e che nella cucina non ci sono limiti. La sua filosofia è partire dal territorio per contaminarlo con il mondo.

Se il massimo della creatività nella sua cucina lo troviamo nei menù degustazione del Piccolo Lago, al Bistrot potremo assaggiare la maestria di Sacco nel trattare gli ingredienti e i piatti del territorio, mantenendo la tradizione e, semplicemente, valorizzando le materie prime.

Per il pranzo si può scegliere tra cinque box: quattro salati e uno dolce, con proposte da 6, 10, 14, 22 e 26 euro, e una carta con le proposte del giorno. dove non possono mancare quelle di pesce di lago, in aggiunta a una selezione di piatti sfiziosi e leggeri, perfetti per la pausa pranzo, .

Si può approfittare anche di fuori-menù come una degustazione sfiziosa di ostriche o caviale e champagne. Io ho scelto la prima e mi è stato servito dell’ottimo Beluga Volzhenka, una delle aziende russe più antiche e famose, che ottiene il caviale con la spremitura a freddo e che si occupa della ripopolazione degli storioni beluga, stando molto attenta anche al discorso della sostenibilità, argomento molto caro allo chef, servito con del Burro Alpe Veglia leggermente montato e del pan da Biava Vulaiga realizzato con pasta madre e grani antichi. In accompagnamento Sayaka Anzai, sommelier del Piccolo Lago, ci ha consigliato una Cuvée Royale Réserve Brut di Philipponnat dal gusto corposo e note di freschezza con un profumo di erbe aromatiche, agrumi e miele.

Partenza ottima, al massimo della qualità, ma ora mettiamo alla prova lo chef e la sua brigata provando alcuni piatti proposti. Iniziamo con tagliolini con fonduta di Castelmagno e tartufo nero e pappardelle con porcini, fondo di vitello e polvere di liquirizia. Un tuffo nei sapori della terra, che strizzano l’occhio all’arrivo dell’autunno.

Che vino scegliere in abbinamento a questi piatti? Ecco ricomparire Sayaka che, soprattutto col tartufo, suggerisce un vino decisamente importante, un Barbaresco Vanotu del 1998 dell’azienda Pelissero (una cuvée da 575 casse invecchiata in rovere francese per due anni), color prugna scuro, un vino corposo e stratificato, con tannino dolce e adeguata acidità, con aromi che ricordano spezie, tabacco e tè nero. Sensazionale.

Ai primi seguono carpione di lavarello e verdure, battuta di trota, leggermente affumicata, e vitello tonnato, rimandando ad una prossima visita la frittura di lago e l’insalata russa. Proposte che richiamano il passato, la tradizione, i piatti di famiglia, reinterpretati nel presente, apparentemente semplici, eseguiti alla perfezione, un perfetto equilibrio di sapori, con un’esplosione di gusto finale al palato.

E per chiudere in dolcezza, imperdibile sia lo zabaione freddo allo spumante con frangipane al mirtillo che una reinterpretazione del famoso cioccolatino Roches, un guscio di fondente, una crema morbida di gianduia e un cuore acido di frutti della passione. Pura poesia.

Per chi invece desidera un’esperienza diversa, torna anche la barchetta gourmet, l’esclusiva soluzione che permette di pranzare in formula pic-nic, godendosi le acque limpide del lago, la cui navigazione è consentita appunto solo a imbarcazioni elettriche. Un’alternativa romantica da vivere in totale relax e distanziamento da tutti e da tutto, gustando le specialità cucinate dello chef Sacco.

“Sono molto soddisfatto dell’affluenza al Bistrot del Piccolo Lago. E’ il mio modo per offrire agli ospiti un luogo dove “respirare” bellezza e serenità, un graduale ritorno alla normalità che permette non solo di offrire una pausa gourmet per piacere o per lavoro, ma a chi lo desidera, prima del pranzo o dopo il caffè, di mettere a disposizione il nostro giardino, per dei momenti di relax o come luogo ideale per lo smart working estivo e di chiudere la giornata gustandosi un aperitivo mentre si osserva il tramonto sul lago”.

E alla sera l’appuntamento immancabile è con l’alta cucina stellata del Piccolo Lago. Sempre presenti i suoi iconici percorsi “Storico” e “Innovativo”, apprezzatissimi dalla clientela anche nella versione più intrepida “In cucina con gli chef”. Non resta quindi che prenotare.

Il giardino del Bistrot tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30

Il Bistrot tutti i giorni dalle 12.00 alle 14.30

Il Piccolo Lago dal mercoledì alla domenica dalle 19.000 alle 22.30

Via Filippo Turati, 87 28924 – Verbania (VB)

Tel.: +39 0323 586792

www.piccololago.it  [email protected]

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