Alla scoperta della crescia

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Una delle scoperte gastronomiche che ho fatto durante le mie vacanze nella Marche è stata la crescia.
La crescia è una specie di piadina o focaccia, a seconda della zona in cui viene prodotta, dalle origini antiche, probabilmente un’evoluzione della piadina romagnola che si è diffusa e tramutata nelle Marche ed in Umbria.
Io l’ho scoperta grazie alla Sagra della Crescia, che si tiene ogni anno, la prima domenica di agosto, a Stacciola di San Costanzo, un borgo immerso nel verde della campagna Marchigiana, di 80 abitanti.
Visto il numero ristretto di residenti, nel paese non esisteva un fornaio, ed è per questo che, nel 1700, è stato adattato un forno comune, dove, una volta alla settimana, le famiglie preparavano il pane, secondo un calendario prestabilito.
Fu grazie ad una prova, con lo scopo di testare la giusta temperatura del forno, che nacque un prodotto fragrante e profumato da gustare immediatamente. Una focaccia che col tempo è diventata una specialità e che ogni famiglia arricchiva a proprio piacimento.
Un alimento che veniva associato ad un momento di festa e quindi si è pensato di trasformarlo in una sagra, per far conoscere meglio questa leccornia.
Io quindi, la crescia l’ho assaggiata col metodo della provincia di Ancona, preparata con la stessa pasta del pane, cotta sotto la brace, ma, nella stessa area, può essere cotta anche alla griglia.
Si gusta solitamente sa’ le foje, cioè con erbe di campo, ma la si può accostare anche a salumi come lonza, salame e prosciutto o con la salamella.
Esiste anche la cresciola, una variante fatta con gli avanzi della polenta ripassati sulla piastra caratteristica nelle zone di Jesi ed Osimo.
Una curiosità è che ad Offagna, uno dei castelli di Ancona, esiste un’Accademia della Crescia, che organizza le locali Feste medievali e che questo alimento, era così importante in passato, da dare il nome ad una moneta d’uso corrente, il cresciolo.
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